La riforma della
giustizia non interviene per rendere giustizia ai cittadini, costretti ad
attendere anni e ad affrontare costi per avvocati che solo i ricchi si possono
permettere.
Punta invece a subordinare la magistratura al governo di turno per garantire l’impunità dei potenti e dei politici corrotti e collusi con la criminalità.
Vediamo come:
La
nuova legge riguarda la “Separazione delle carriere dei magistrati”: è una
questione così importante?
In
realtà no: con le norme attualmente in
vigore, negli ultimi 5 anni solo l’1% dei magistrati ha scelto di cambiare
carriera; quindi la separazione delle carriere di fatto esiste già e la nuova
legge costituzionale appare inutile sotto questo aspetto.
La
nuova legge serve quindi per accelerare i tempi della giustizia?
Assolutamente no: i tempi di attesa nei processi si ridurrebbero aumentando gli organici e le risorse a disposizione della magistratura, razionalizzando processi burocratici obsoleti, ma la separazione delle carriere non inciderebbe su nessuno di questi aspetti (infatti non incide nell’attuale sistema dove, come detto sopra, la separazione delle carriere di fatto esiste già)
La
nuova legge parla espressamente di “Separazione delle carriere dei magistrati”:
ma è questa la vera storia?
In realtà no: se consideriamo bene il testo della riforma della giustizia ci sono aspetti molto più importanti di cui quasi nessuno parla; consideriamoli in sintesi:
Ø Riforma del CSM, il Consiglio Superiore della
Magistratura: è l’organo di
autogoverno dei giudici, e fu pensato dai padri costituenti per garantire
l’indipendenza dei giudici dal potere politico, e assicurare che la legge fosse
davvero uguale per tutti.
Oggi i membri del CSM sono scelti tramite elezioni, con una compente di magistrati eletti dai magistrati stessi e una componente “laica” composta da avvocati e professori universitari eletti dal parlamento.
Con la
riforma si vuole introdurre un sistema basato non sulle elezioni ma sul
sorteggio; apparentemente il
sorteggio può apparire un sistema più giusto, trasparente, imparziale.
Ma attenzione! Non ci sarà infatti solo un sorteggio, ma due, e completamente diversi! Per i magistrati sarà un sorteggio puro, con i futuri membri scelti a caso; i membri laici invece saranno estratti da una lista ristretta, preselezionata dalla maggioranza politica del momento.
Quindi la magistratura sarà diretta da un lato da
magistrati finiti lì per caso e senza un progetto comune, dall’altro da un
gruppo compatto e omogeneo
che risponde direttamente ad una logica politica; il timore, fondato, è questo secondo gruppo, forte della sua
compattezza e omogeneità, possa orientare le decisioni più importanti del
Consiglio minando l’autonomia della magistratura.
Ø Creazione del giudice dei giudici: l’Alta Corte
Disciplinare; fino ad
oggi i procedimenti disciplinari verso i giudici venivano gestiti dal CSM; con
la riforma si vuole affidare questa funzione ad un nuovo organo, l’Alta Corte
Disciplinare.
Ma
attenzione! La riforma dice che il nuovo organo giudicante dovrà garantire la
rappresentanza dei magistrati, ma non dice in che numero e in che proporzione, neppure
se debbano essere la maggioranza: lascia la porta aperta ad una futura
legge ordinaria che deciderà come vuole. Il
timore, fondato, è che una legge futura possa creare collegi giudicanti a
maggioranza politica dove i magistrati sono una minoranza, usando quindi la
disciplina come intimidazione.
Inoltre un magistrato, se sanzionato, potrà fare ricorso solo alla stessa Corte Disciplinare; non quindi ad un organo imparziale ma allo stesso organo che lo ha sanzionato.
DALLA TEORIA ALLA PRATICA
Consideriamo il caso pratico di un giudice che si trova sul tavolo un fascicolo ‘che scotta’, che tocca interessi politici potenti, e sa che sopra la sua testa c’è un sistema disciplinare che, per come è congegnato, potrebbe essere influenzato dalla politica: il giudice si sentirà libero e sereno nel decidere o quella spada di Damocle finirà per condizionarlo?
QUESTA RIFORMA FINIRA’ QUINDI PER RENDERE IL SISTEMA
PIU EFFICIENTE O PER GARANTIRE IMPUNITA’ AI POTENTI E AI POLITICI CORROTTI?
PER
QUESTO AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA VOTO NO
