Riteniamo che si
stia consumando un fatto vergognoso all'interno del mondo della scuola e della
formazione. L’Osservatorio contro la Militarizzazione delle Scuole e delle
Università ha organizzato un convegno nazionale dal titolo “La Scuola Non Si
Arruola” per la giornata del 4 novembre, Giornata dell’unità Nazionale e delle
Forze Armate”, con una chiara finalità: portare all’attenzione del mondo della
scuola e dell’università il profondo cambiamento che nella nostra società si
sta verificando rispetto al ruolo della guerra, dell'esercito e delle armi,
soprattutto grazie all’attuale governo. Assistiamo infatti alla progressiva
normalizzazione della guerra quale strumento di risoluzione delle tensioni e
dei conflitti e alla conseguente crescita delle spese per il riarmo dei paesi
europei. Questo drammatico cambio di prospettiva pesa inevitabilmente sui conti
pubblici determinando il taglio di molti servizi, sanità ed istruzione in
testa, a scapito soprattutto dei ceti meno abbienti. La sicurezza si traduce
sempre più ed esclusivamente in repressione del dissenso e del conflitto
attraverso pratiche coercitive ed autoritarie, in linea coi principi
“sicuritari” sanciti dal governo Meloni e ad alcune direttive europee.
Preoccupante in modo particolare è l’azione del governo sul piano ideologico e
culturale. Non sono infatti mancate occasioni in cui l’esercito è entrato nelle
scuole per tenere corsi di formazione e parlare di guerra, neppure eventi
pubblici in cui mostrare armi come a Palermo qualche settimana fa, cercando di
procedere verso una normalizzazione delle pratiche di guerra,
"introducendole" nella quotidianità. Ci si è spinti persino a far
dimostrazioni in qualche asilo della nostra provincia.
Purtroppo siamo venuti a conoscenza del fatto che il convegno organizzato dall'Osservatorio Contro la Militarizzazione delle Scuole e delle Università è stato annullato dal Ministero Dell'Istruzione e del Merito con la motivazione che l'iniziativa non appare coerente con le finalità di formazione professionale del personale docente presentando contenuti e finalità estranei agli ambiti formativi riconducibili alle competenze dei docenti.
Il Partito Della Rifondazione Comunista trova questa motivazione assolutamente capziosa e priva di valore, ritenendo che nella formazione tanto dei docenti che degli studenti una riflessione sulle tragiche conseguenze della guerra e sui meccanismi che la determinano sia invece essenziale nelle sviluppo di una cultura critica tanto nelle nuove generazione quanto in tutti i cittadini ed aprire un dibattito su questo tema non sia estraneo alla formazione culturale e professionale di nessuno. Rifondazione Comunista coglie invece la volontà governativa di imporre un unico punto di vista, acritico, tacitando ogni dissenso. Il nostro partito solidarizza con l'Osservatorio contro la Militarizzazione, riconoscendogli un alto valore politico e culturale del lavoro svolto di cui condivide appieno la finalità. Si augura pertanto che abbia buon fine l'azione legale intrapresa dallo stesso Osservatorio per superare l'opposizione del Ministero Dell'istruzione e del Merito e restituire il diritto alla formazione al dibattito e all'istruzione di docenti, studenti e cittadini.
PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA -
FEDERAZIONE DI VARESE
