venerdì 16 gennaio 2026

UN PRESIDIO CULTURALE ANTIFASCISTA

 

Il Partito delle Rifondazione Comunista esprime apprezzamento per la scelta della casa editrice People di Busto Arsizio per avere deciso di indire un “presidio culturale antifascista” aprendo la loro redazione il pomeriggio di sabato 17 ai cittadini. 
Il presidio consisterà in un confronto tra gli stessi cittadini, l'editore e autore Stefano Catone, gli scrittori Enzo Laforgia e Jacopo Di Miceli, che di fascismo hanno scritto. 
L'iniziativa nasce a seguito della decisione di Comunità Giovanile di Busto di ospitare ad una loro iniziativa, lo stesso sabato, la casa editrice Passaggio al Bosco, dichiaratamente neofascista, la cui presenza alla fiera dell'editoria indipendente di Roma aveva aperto un acceso dibattito e fatto sorgere numerose contestazioni.

Il PRC assolutamente convinto della necessità di continuare a difendere e diffondere il valore dell'antifascismo sia sul piano politico, sia sia su quello culturale, non può che riconoscere la grandissima importanza di quanto, sia attraverso questa iniziativa, sia attraverso la sua attività editoriale, People stia facendo. 
Convinti che al fascismo non si debba dare spazio e la cultura debba essere un costante presidio contro il suo tentativo di imporsi, riconosciamo pertanto anche il valore dell'adesione a tale iniziativa data da ANPI, dal Circolo Quarto Stato di Cardano, Il Quadrifoglio di Busto ed il Comitato Antifascista di Busto.

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA - FEDERAZIONE DI VARESE


domenica 11 gennaio 2026

NO ALL' AGGRESSIONE DI TRUMP AL VENEZUELA


Condanniamo fermamente il bombardamento del Venezuela e il rapimento del suo presidente da parte degli Stati Uniti.

L’aggressione militare voluta da Trump è un crimine, l’ennesima violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite, che ha come unico obiettivo le risorse petrolifere di quel paese.

E’ stato dichiarato in maniera ipocrita che si tratta di una operazione compiuta per ristabilire la democrazia e il rispetto dei diritti umani in Venezuela, e contro il narcotraffico; ma è’ assolutamente falso: ricordiamo infatti che il presidente USA Trump, che ha ordinato questa operazione, è lo stesso presidente che sostiene politicamente il primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu, verso cui la Corte Penale Internazionale ha emesso un mandato di cattura per crimini di guerra e crimini contro l’umanità per il genocidio in corso in Palestina; è lo stesso presidente che sostiene politicamente il principe saudita Bin Salman, che guida insieme al padre un governo autoritario che reprime i dissidenti politici attraverso metodi che includono l'incarcerazione e la tortura, ed è accusato in un rapporto ONU del 2019 di essere il mandante dell’omicidio del giornalista Jamal Khashoggi; ed è lo stesso presidente che nel dicembre 2025 ha graziato Juan Orlando Hernández, ex presidente dell’Honduras, condannato a 45 anni di carcere da un tribunale federale statunitense per traffico di cocaina e corruzione nei confronti del cartello di El Chapo.

In realtà si tratta di una aggressione imperialista volta al saccheggio delle risorse (petrolio soprattutto) di un altro paese, come confermato pubblicamente dal governo statunitense dall’intenzione di fare gestire le risorse petrolifere venezuelane dalle major americane; in questo caso non si può escludere che una forza militare di invasione possa cercare di prendere il controllo dei pozzi e delle infrastrutture petrolifere nelle zone di maggior produzione, non avendo la possibilità di occupare militarmente l’intero paese come successo in Iraq.

In questa ottica è sconcertante anche il servilismo del governo italiano e delle istituzioni europee che non considerano la gravità delle azioni compiute dagli USA: ci piacerebbe sapere che differenza trovano tra quanto accade in Ucraina e quanto accade in Venezuela, perché non chiedono che come la Russia anche gli USA siano esclusi dalle competizioni sportive internazionali, perché non chiedono che come Putin anche Trump compaia alla sbarra degli imputati della Corte Penale Internazionale.

Noi saremo sempre dalla parte giusta della storia, al fianco del popolo venezuelano e di tutti i popoli che in Sud America e nel mondo sono un esempio di dignità e resistenza contro il dominio e lo sfruttamento da parte dei più forti; sosteniamo la giustizia e il diritto internazionale contro l’arroganza e la violenza di chi adotta invece la “legge della giungla” e la “legge del più forte”.


Partito della Rifondazione Comunista – Federazione di Varese

Associazione Il Quadrifoglio di Busto Arsizio

Comitato Antifascista di Busto Arsizio

CON I POPOLI DELL'AMERICA LATINA, CONTRO L'IMPERIALISMO STATUNITENSE


 

sabato 3 gennaio 2026

DICHIARAZIONE REPUBBLICA BOLIVARIANA DEL VENEZUELA

La Repubblica Bolivariana del Venezuela respinge, ripudia e denuncia alla comunità internazionale la grave aggressione militare perpetrata dall'attuale governo degli Stati Uniti d'America contro il territorio venezuelano e la sua popolazione nelle aree civili e militari di Caracas, capitale della Repubblica, e degli stati di Miranda, Aragua e La Guaira. Questo atto costituisce una flagrante violazione della Carta delle Nazioni Unite, in particolare degli articoli 1 e 2, che sanciscono il rispetto della sovranità, l'uguaglianza giuridica degli Stati e il divieto dell'uso della forza. Tale aggressione minaccia la pace e la stabilità internazionale, in particolare in America Latina e nei Caraibi, e mette seriamente in pericolo la vita di milioni di persone.

L'obiettivo di questo attacco non è altro che impossessarsi delle risorse strategiche del Venezuela, in particolare del petrolio e dei minerali, nel tentativo di spezzare con la forza l'indipendenza politica della nazione. Non ci riusciranno. Dopo oltre duecento anni di indipendenza, il popolo e il suo governo legittimo rimangono saldi nella difesa della sovranità e del diritto inalienabile di decidere del proprio destino. Il tentativo di imporre una guerra coloniale per distruggere la forma di governo repubblicana e forzare un "cambio di regime", in alleanza con l'oligarchia fascista, fallirà, come tutti i tentativi precedenti.
Dal 1811, il Venezuela ha affrontato e sconfitto imperi. Quando le potenze straniere bombardarono le nostre coste nel 1902, il presidente Cipriano Castro proclamò: "Il piede insolente dello straniero ha profanato il sacro suolo della Patria". Oggi, con la morale di Bolívar, Miranda e dei nostri liberatori, il popolo venezuelano si solleva ancora una volta per difendere la propria indipendenza dall'aggressione imperialista.

Popolo in piazza!
Il governo bolivariano invita tutte le forze sociali e politiche del paese ad attivare piani di mobilitazione e a ripudiare questo attacco imperialista. Il popolo venezuelano e le sue Forze Armate Nazionali Bolivariane, in perfetta unità popolare-militare-poliziesca, sono schierati per garantire la sovranità e la pace. Contemporaneamente, la Diplomazia Bolivariana di Pace solleverà le opportune denunce al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, al Segretario Generale di tale organizzazione, alla CELAC e al Movimento dei Paesi Non Allineati, chiedendo la condanna e la responsabilità del governo degli Stati Uniti.
Il Presidente Nicolás Maduro ha ordinato che tutti i piani di difesa nazionale siano attuati al momento opportuno e nelle circostanze appropriate, nel rigoroso rispetto delle disposizioni della Costituzione della Repubblica Bolivariana del Venezuela, della Legge Organica sullo Stato di Emergenza e della Legge Organica sulla Sicurezza Nazionale.
A tal proposito, il Presidente Nicolás Maduro ha firmato e ordinato l'attuazione del Decreto che dichiara lo stato di turbativa esterna su tutto il territorio nazionale, per proteggere i diritti della popolazione, il pieno funzionamento delle istituzioni repubblicane e l'immediata transizione alla lotta armata. L'intero Paese deve mobilitarsi per sconfiggere questa aggressione imperialista.

Allo stesso modo, è stato disposto l'immediato dispiegamento del Comando per la Difesa Integrale della Nazione e degli Organi di Governo per la Difesa Integrale in tutti gli stati e i comuni del Paese.
In stretta aderenza all'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, il Venezuela si riserva il diritto di esercitare legittima autodifesa per proteggere il suo popolo, il suo territorio e la sua indipendenza. Invitiamo i popoli e i governi dell'America Latina, dei Caraibi e del mondo a mobilitarsi in solidarietà attiva contro questa aggressione imperialista.

Come ha affermato il Comandante Supremo Hugo Chávez Frías, "Di fronte a qualsiasi nuova difficoltà, per quanto grande possa essere, la risposta di tutti i patrioti... è unità, lotta, battaglia e vittoria".

Caracas, 3 gennaio 2025

mercoledì 31 dicembre 2025

E' GRAVE E INACCETTABILE CONCEDERE SPAZI PUBBLICI A FORMAZIONI NEOFASCISTE

Siamo venuti a conoscenza dalla stampa del raduno neonazista tenutosi a Lonate Pozzolo lo scorso novembre. L’evento celebrava i trent’anni della costituzione della sezione italiana di Hammerskins, un gruppo neonazista, resosi noto alle cronache per azioni piuttosto violente, che attraverso la promozione di un certo genere di musica rock propugna il suprematismo bianco, il razzismo, l’omofobia e l’intolleranza. Il raduno che ha visto la partecipazione di circa 500 militanti, alcuni provenienti persino dall’estero, è stato formalmente un concerto che ha però fornito l’ennesima occasione di ritrovo tra i sostenitori delle peggiori idee neonaziste e quindi di propaganda e di diffusione delle stesse. 

Lo spazio presso cui si è tenuto, una tensostruttura della Pro Loco di Lonate, sarebbe stato concesso loro senza che il Consiglio Direttivo della stessa Pro Loco ne fosse informato. Il Partito della Rifondazione Comunista trova assolutamente grave ed inaccettabile che uno spazio pubblico sia concesso a formazioni volte a diffondere intolleranza e odio, razziale e di genere, assolutamente contrari ai principi sanciti nella Costituzione e non ammette che si possa tollerare quanto accaduto adducendo il carattere “riservato” o “privato” che avrebbe avuto l’iniziativa. Purtroppo, assistiamo ormai sempre più di frequente a “raduni” di organizzazioni nazifasciste in provincia di Varese, talvolta sotto forma di iniziative di piazza per la promozione della sicurezza, talvolta come concerti, persino sotto forma di Summit, come accaduto a Gallarate il 17 maggio scorso. 

Il nostro auspicio è che ci sia una maggiore attenzione da parte delle istituzioni verso queste iniziative e interventi per contrastarle. È inammissibile che gruppi ed organizzazioni di estrema destra possano esprimersi con estrema tranquillità, provocare ed istigare al razzismo alla violenza ed all’omofobia come se si trattasse di legittime opinioni e non di reati! Esprimiamo la nostra gratitudine alla Consigliera di Lonate Nadia Rosa che ha segnalato quanto accaduto e vicinanza alla consigliera della Pro Loco Melissa Derisi che ha presentato le proprie dimissioni dal Consiglio direttivo della Pro Loco stessa che, concedendo lo spazio senza neppure consultare il Consiglio, si sarebbe resa responsabile del grave fatto. Per il PRC è però fondamentale lavorare verso la mobilitazione e la cooperazione di tutte le forze antifasciste del territorio attraverso la creazione di una Consulta Provinciale Antifascista che renda coscienti i cittadini dei pericoli che corre attualmente la democrazia a causa del proliferare della presenza organizzata di gruppi nazifascisti da una parte e dall'altra dalle azioni governative volte a ridurre gli spazi di discussione dissenso e ridurre il normale conflitto sociale ad un problema di ordine pubblico. Sarà nostro compito, prossimamente, impegnarci al meglio in questa direzione.


PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA - FEDERAZIONE DI VARESE

martedì 30 dicembre 2025

PERCHE' VOTARE NO AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA

 

La riforma della giustizia non interviene per rendere giustizia ai cittadini, costretti ad attendere anni e ad affrontare costi per avvocati che solo i ricchi si possono permettere.

Punta invece a subordinare la magistratura al governo di turno per garantire l’impunità dei potenti e dei politici corrotti e collusi con la criminalità.

Vediamo come:

 

La nuova legge riguarda la “Separazione delle carriere dei magistrati”: è una questione così importante?

In realtà no: con le norme attualmente in vigore, negli ultimi 5 anni solo l’1% dei magistrati ha scelto di cambiare carriera; quindi la separazione delle carriere di fatto esiste già e la nuova legge costituzionale appare inutile sotto questo aspetto.

 

La nuova legge serve quindi per accelerare i tempi della giustizia?

Assolutamente no: i tempi di attesa nei processi si ridurrebbero aumentando gli organici e le risorse a disposizione della magistratura, razionalizzando processi burocratici obsoleti, ma la separazione delle carriere non inciderebbe su nessuno di questi aspetti (infatti non incide nell’attuale sistema dove, come detto sopra, la separazione delle carriere di fatto esiste già)


La nuova legge parla espressamente di “Separazione delle carriere dei magistrati”: ma è questa la vera storia?

In realtà no: se consideriamo bene il testo della riforma della giustizia ci sono aspetti molto più importanti di cui quasi nessuno parla; consideriamoli in sintesi:

Ø  Riforma del CSM, il Consiglio Superiore della Magistratura: è l’organo di autogoverno dei giudici, e fu pensato dai padri costituenti per garantire l’indipendenza dei giudici dal potere politico, e assicurare che la legge fosse davvero uguale per tutti.

Oggi i membri del CSM sono scelti tramite elezioni, con una compente di magistrati eletti dai magistrati stessi e una componente “laica” composta da avvocati e professori universitari eletti dal parlamento. 

Con la riforma si vuole introdurre un sistema basato non sulle elezioni ma sul sorteggio; apparentemente il sorteggio può apparire un sistema più giusto, trasparente, imparziale.

Ma attenzione! Non ci sarà infatti solo un sorteggio, ma due, e completamente diversi! Per i magistrati sarà un sorteggio puro, con i futuri membri scelti a caso; i membri laici invece saranno estratti da una lista ristretta, preselezionata dalla maggioranza politica del momento.

Quindi la magistratura sarà diretta da un lato da magistrati finiti lì per caso e senza un progetto comune, dall’altro da un gruppo compatto e omogeneo che risponde direttamente ad una logica politica; il timore, fondato, è questo secondo gruppo, forte della sua compattezza e omogeneità, possa orientare le decisioni più importanti del Consiglio minando l’autonomia della magistratura.


Ø  Creazione del giudice dei giudici: l’Alta Corte Disciplinare; fino ad oggi i procedimenti disciplinari verso i giudici venivano gestiti dal CSM; con la riforma si vuole affidare questa funzione ad un nuovo organo, l’Alta Corte Disciplinare.

Ma attenzione! La riforma dice che il nuovo organo giudicante dovrà garantire la rappresentanza dei magistrati, ma non dice in che numero e in che proporzione, neppure se debbano essere la maggioranza: lascia la porta aperta ad una futura legge ordinaria che deciderà come vuole. Il timore, fondato, è che una legge futura possa creare collegi giudicanti a maggioranza politica dove i magistrati sono una minoranza, usando quindi la disciplina come intimidazione.

Inoltre un magistrato, se sanzionato, potrà fare ricorso solo alla stessa Corte Disciplinare; non quindi ad un organo imparziale ma allo stesso organo che lo ha sanzionato.

 

DALLA TEORIA ALLA PRATICA

Consideriamo il caso pratico di un giudice che si trova sul tavolo un fascicolo ‘che scotta’, che tocca interessi politici potenti, e sa che sopra la sua testa c’è un sistema disciplinare che, per come è congegnato, potrebbe essere influenzato dalla politica: il giudice si sentirà libero e sereno nel decidere o quella spada di Damocle finirà per condizionarlo?


QUESTA RIFORMA FINIRA’ QUINDI PER RENDERE IL SISTEMA PIU EFFICIENTE O PER GARANTIRE IMPUNITA’ AI POTENTI E AI POLITICI CORROTTI?  

 

PER QUESTO AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA VOTO NO