domenica 19 aprile 2026

Il dibattito con il professor d’Orsi a Varese

Rispondiamo brevemente all'articolo apparso su Varese News il 15 aprile circa l'iniziativa organizzata al Circolo di Belforte sul tema ”Democrazia in tempo di Guerra”, ospite il Professor D'Orsi, considerato dall'autore dell'articolo diffusore di propaganda putiniana. L'accusa è evidentemente rivolta a tutti coloro che hanno aderito all'iniziativa, quindi direttamente anche al PRC, oltre che ad Un'Altra Storia di Varese che l'ha organizzata. L'iniziativa ha avuto per noi un scopo ben preciso, ovvero portare a Varese una voce differente da quelle più diffuse, che aiutasse a comprendere come in alcuni momenti storici anche nelle società democratiche la narrazione dei fatti sia spesso oggetto di distorsione e censura, con particolare evidenza nel conflitto in atto tra Ucraina e Russia e sulle posizioni che Italia ed Europa hanno nei confronti della Russia e della guerra in generale. Sotto questo aspetto la conferenza del professor D'Orsi è stata illuminante, avendo fatto emergere avvenimenti spesso dimenticati o sottaciuti quali la tragica vicenda dei massacri compiuti nel Donbass, prima da Poroshenko e proseguiti poi da Zelensky, la strage di Odessa del 2014, la sospensione dei partiti politici d'opposizione e la chiusura dei giornali non allineati avvenuta sotto il governo di Zelensky. Ancor più interessanti le considerazioni sul ruolo che la Nato ha giocato nell'innescare il conflitto. Il professore ha poi proseguito con considerazioni da noi pienamente condivise, ovvero che la nostra costituzione RIPUDIA LA GUERRA, come l'aumento delle spese militari comporti una preoccupante riduzione dello stato sociale, e renda la guerra decisamente più probabile e cosa non meno importante che, nella narrazione politica dominate, venga ormai presentata come qualcosa che può accadere. Rivendichiamo l'idea di aver sostenuto l'iniziativa che non ci qualifica quali sostenitori di Putin per il solo fatto di aver offerto un'analisi più puntuale ed accurata di quanto sta accadendo. Purtroppo al termine della conferenza alcuni provocatori hanno accusato D'Orsi di sostenere apertamente Putin non denunciandone i crimini e sottolineando come il suo fosse stato un comizio a sostegno dell'invasione dell'Ucraina, spingendosi quasi ad aggredirlo fisicamente. L'episodio increscioso si è risolto fortunatamente in una gran confusione, poco apprezzabile, ma nulla di più, vista anche la differenza numerica tra i partecipanti ed i provocatori.

 

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA – FEDERAZIONE DI VARESE