Rispondiamo brevemente all'articolo
apparso su Varese News il 15 aprile circa l'iniziativa organizzata al Circolo
di Belforte sul tema ”Democrazia in tempo di Guerra”, ospite il Professor
D'Orsi, considerato dall'autore dell'articolo diffusore di propaganda putiniana.
L'accusa è evidentemente rivolta a tutti coloro che hanno aderito
all'iniziativa, quindi direttamente anche al PRC, oltre che ad Un'Altra Storia
di Varese che l'ha organizzata. L'iniziativa ha avuto per noi un scopo ben
preciso, ovvero portare a Varese una voce differente da quelle più diffuse, che
aiutasse a comprendere come in alcuni momenti storici anche nelle società
democratiche la narrazione dei fatti sia spesso oggetto di distorsione e
censura, con particolare evidenza nel conflitto in atto tra Ucraina e Russia e
sulle posizioni che Italia ed Europa hanno nei confronti della Russia e della
guerra in generale. Sotto questo aspetto la conferenza del professor D'Orsi è
stata illuminante, avendo fatto emergere avvenimenti spesso dimenticati o
sottaciuti quali la tragica vicenda dei massacri compiuti nel Donbass, prima da
Poroshenko e proseguiti poi da Zelensky, la strage di Odessa del 2014, la
sospensione dei partiti politici d'opposizione e la chiusura dei giornali non
allineati avvenuta sotto il governo di Zelensky. Ancor più interessanti le
considerazioni sul ruolo che la Nato ha giocato nell'innescare il conflitto. Il
professore ha poi proseguito con considerazioni da noi pienamente condivise,
ovvero che la nostra costituzione RIPUDIA LA GUERRA, come l'aumento delle spese
militari comporti una preoccupante riduzione dello stato sociale, e renda la
guerra decisamente più probabile e cosa non meno importante che, nella
narrazione politica dominate, venga ormai presentata come qualcosa che può
accadere. Rivendichiamo l'idea di aver sostenuto l'iniziativa che non ci
qualifica quali sostenitori di Putin per il solo fatto di aver offerto
un'analisi più puntuale ed accurata di quanto sta accadendo. Purtroppo al
termine della conferenza alcuni provocatori hanno accusato D'Orsi di sostenere
apertamente Putin non denunciandone i crimini e sottolineando come il suo fosse
stato un comizio a sostegno dell'invasione dell'Ucraina, spingendosi quasi ad
aggredirlo fisicamente. L'episodio increscioso si è risolto fortunatamente in
una gran confusione, poco apprezzabile, ma nulla di più, vista anche la
differenza numerica tra i partecipanti ed i provocatori.
PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA – FEDERAZIONE DI VARESE
