sabato 26 luglio 2025

GAZA MUORE DI FAME : DISERTIAMO IL SILENZIO


ANPI Luino, Gruppo EMERGENCY Varese, Comunità Operosa Alto Verbano, Tavolo per la Pace dell’Alto Verbano aderiscono all’appello di “Ultimo giorno di Gaza, l’Europa contro il genocidio”. A Gaza si muore di fame, si muore di bombe, a Gaza suonano le sirene delle ambulanze.

Quelle sirene dicono che non c’è più tempo. Vogliamo unire le nostre sirene, le nostre campane, il nostro rumore alle sirene delle ambulanze di Gaza. Vogliamo abbattere questo muro di silenzio. Per questo invitiamo gli iscritti, gli amici, le forze politiche, l’Amministrazione Comunale, il mondo cattolico e laico e le Parrocchie ad unirsi e far sentire la nostra voce, il nostro rumore.

Troviamoci Domenica 27 luglio dalle ore 21.00 nella piazza Garibaldi a Luino (con qualunque condizione di tempo) e alle ore 22.00 facciamo suonare a distesa le campane, facciamo suonare le sirene delle ambulanze, suoniamo noi fischietti, campanacci, battiamo le pentole e i coperchi, facciamo rumore, più chiasso, più fracasso possibile.

Che ci sentano fino a Gaza: che sappiano di non essere soli! La Verità ha il potere di fracassare il silenzio dei complici e dei vili. Non vogliamo rimanere in silenzio mentre la gente di Gaza muore.

giovedì 17 luglio 2025

No alla NATO e alla guerra, espelliamo la guerra dalla storia prima che sia lei ad espellere l'umanità

 

A fronte della gravissima crisi internazionale e della crescente tensione tra le nazioni che rischia di sfociare in un conflitto mondiale l'unica risposta che la NATO, l'Europa ed il governo italiano sono in grado di formulare è il ricorso al riarmo. Laddove l'imminente pericolo di un conflitto mondiale si fa sempre più realistico anziché muoversi con impegno sul piano della diplomazia si pensa che l’unica strada possibile sia quella militare, che apre ad una progressiva militarizzazione della società che tocca persino scuole e università. La crescita delle spese militari che il riarmo impone tra l'altro costringe alla continua contrazione dello stato sociale e blocca la strada a politiche industriali ed investimenti ben più sensati, finendo per impoverire ulteriormente i lavoratori. Assolutamente contrari a quest'ordine di idee e convinti che la conseguenza della loro applicazione ci trascini inevitabilmente verso l'ennesima catastrofe, non possiamo che schierarci a fianco di tutti coloro che esprimono il più netto rifiuto della logica della guerra. Saremo perciò presenti il 18 luglio al presidio davanti alla caserma NATO Ugo Mara di Solbiate indetto da SGC (Sindacato Generale di Classe) a dire no al riarmo ed alla guerra!

Partito della Rifondazione Comunista - Federazione di Varese

Seminare giustizia, raccogliere pace


 

venerdì 11 luglio 2025

Firmiamo la petizione "SIAMO FARFALLE!" per il Premio Nobel per la PACE a Francesca Albanese

Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista: firmate e fate firmare la petizione "SIAMO FARFALLE!":
Ho firmato e vi invito a firmare la petizione "SIAMO FARFALLE!" per il Premio Nobel per la PACE a Francesca Albanese, che trovate qui https://chng.it/pmLmzJSSPK 

"Siamo farfalle" è una frase tratta dall'ultimo libro di Francesca Albanese che sta subendo da mesi gli attacchi del governo israeliano, dei media e delle forze politiche complici di Netanyahu e ora è diventata persino bersaglio delle sanzioni personali dell'amministrazione Trump annunciate da Mark Rubio.

Francesca Albanese è sotto attacco perché ha svolto il suo ruolo per le Nazioni Unite con dignità denunciando il genocidio a Gaza e le sistematiche violazioni della legalità internazionale e dei diritti umani da parte di Israele.

Di fronte a un attacco senza precedenti a una cittadina italiana che svolge un ruolo internazionale di primo piano colpisce ma non stupisce il silenzio del governo italiano che si è contraddistinto per la complicità con il criminale Netanyahu e la sudditanza a Trump.





lunedì 7 luglio 2025

CLIMA: NON NORMALIZZIAMO L’ANOMALIA


 Puntualmente è arrivato il gran caldo: e subito dopo bombe d’acqua, grandinate, 
frane e alluvioni; eventi estremi che hanno interessato anche la nostra provincia.

Non si tratta di un caso sfortunato: il mutamento climatico è ormai diventato tema di salute pubblica. Non dobbiamo accettarlo come ineluttabile.

In Europa, il Green Deal (un accenno di riconversione ecologica delle produzioni) è considerato un peso per l’economia: contano di più competitività, semplificazioni burocratiche e soprattutto corsa agli armamenti.

Invece di intervenire drasticamente per la riduzione delle emissioni, la Commissione europea punta ad ampliare il mercato dei crediti di anidride carbonica: un trucco inaccettabile.

Il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici attende in un cassetto ministeriale.

Nel nostro paese sono i bollettini quotidiani dell’Istituto Superiore di sanità a dirci che la situazione è fuori controllo. Vogliamo chiederci alla fine di ogni stagione estiva quanti ne vengono emessi da "bollino rosso"?

Noi non ci rassegniamo a tutto questo e riteniamo inaccettabile che dopo eventi meteo estremi, anche con morte di lavoratori e anziani, gli amministratori siano solo capaci di invocare lo stato di calamità naturale.

La natura non c’entra nulla, manda grida di dolore. In Italia, nella nostra regione e nella nostra provincia il problema del clima deve diventare prioritario

· Serve una programmazione per contrastare da un lato gli effetti degli eventi climatici estremi per creare ovunque nuove aree verdi , permeabili e fertili ed in grado di assorbire il calore , "rifugi climatici" nelle zone urbane, dall’ altro concrete misure a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori più esposti

· Occorre mettere uno stop vero al consumo di suolo e alla sua impermeabilizzazione. Ripensare il governo delle città, da togliere dalle mani della finanza e degli speculatori privati .Ripensare ai versanti montuosi e i corsi d’acqua minori , per le quali sarebbe indispensabile la manutenzione quotidiana con interventi di ingegneria naturalistica e che invece oggi risultano del tutto abbandonati o peggio devastati da strade e da briglie in calcestruzzo dannose e spesso anche mal eseguite.

· Bisogna ripensare il nesso produzione/energia, per produrre tenendo conto di risparmio energetico e rinnovabili per avere ciò che serve alle persone e non al profitto

· Per attuare questi cambiamenti necessari le risorse ci sono: basta sottrarle all’ inutile e folle aumento delle spese militari e destinarle alla cura del nostro ambiente.