mercoledì 1 ottobre 2025

MOBILITAZIONE E SCIOPERO GENERALE. FERMARE IL GENOCIDIO A GAZA E DIFESA DELLA GLOBAL SUMUD FLOTTILLA

 


MOBILITAZIONE E SCIOPERO GENERALE. FERMARE IL GENOCIDIO A GAZA E DIFESA DELLA GLOBAL SUMUD FLOTTILLA .

Vale la legge del più forte. La legge del mare internazionale che non vale più. Uno Stato accusato di genocidio, decide arbitrariamente il blocco, dice che le acque sono sue, sequestra il pacifico naviglio della Flottilla e arresta i suoi membri compresi Parlamentari di vari Stati europei. 

Gli Stati europei a doppio standard tra cui l'Italia, mentre straparlano di diritto internazionale e guerra si inchinano al soppruso. L'unica risposta a questa pavidita', vigliaccheria e complicità del Governo Meloni, è la mobilitazione e sciopero generale.

Rifondazione Comunista, invita a mobilitarsi subito in tutte le piazze lombarde e sostenere la proclamazione dello sciopero generale di 8 ore  indetto da tutti i sindacati di base e CGIL per Venerdì 3 ottobre.


SCIOPERO GENERALE IN DIFESA DI FLOTILLA PER GAZA


 

Contro la guerra, il riarmo e il genocidio del popolo palestinese


 

giovedì 25 settembre 2025

Una importante giornata di lotta contro il genocidio del popolo palestinese

Il 22 settembre è stato un giorno di grandi mobilitazioni in tutta Italia. Lo sciopero indetto dai sindacati di base ha trovato una grandissima adesione, in tutte le principali città ed anche nei centri minori si sono tenuti cortei e presidi molto partecipati, un incredibile numero di 
cittadini diversi per età e professione è sceso in piazza a manifestare il dissenso per il totale silenzio del governo sul genocidio del popolo palestinese. Indubbiamente si è trattato di una grande mobilitazione, come non se ne vedevano da tempo, che non può che trovare nel PRC, che ha sostenuto tanto lo sciopero generale indetto dai sindacati di base quanto lo sciopero indetto da CGIIL il 19 settembre, grande riconoscimento ed approvazione. E’ stato indubbiamente un grande momento di partecipazione che, considerato la crescente sfiducia nella politica e il conseguente disimpegno diffusosi drammaticamente negli ultimi anni, sembra segnare un’inversione di rotta, ovvero il desiderio da parte dei cittadini di tornare ad agire attivamente, di organizzarsi e compattarsi su temi ed eventi di grande impatto e rilevanza. Purtroppo però alcuni fatti accaduti a Milano stanno dando occasione a molti media ed alla propaganda di destra per ridurre il grande risultato che questo sciopero ha avuto, raccontando di violenze inaccettabili, di espressione della sinistra arrogante che sa solo devastare, incapace di ogni confronto.  Quanto accaduto a Milano in particolare, dove effettivamente alcuni elementi che facevano parte di quella parte del corteo dopo aver sorpassato i cancelli che erano stati bloccati ha avuto un comportamento decisamente violento e distruttivo scaraventando arredi, distruggendo e frantumando vetrine, ha finito per mettere in cattiva luce tutto il corteo e tutti coloro che alla manifestazione avevano aderito e non solo. Constatiamo che gli stessi tacciono invece rispetto al comportamento delle forze dell'ordine, che a quanto riferitoci dai presenti è stato più orientato all'attacco anche un po' brutale ai manifestanti più che volto a contenere le intemperanze di alcuni.  Crediamo d'altra parte che la protesta violenta nasca dalle condizioni di esclusioni sociale, esasperazione, marginalizzazione ed isolamento che in molti subiscono nella nostra società, ma con questo non vogliamo diventi assolutamente la nostra modalità di azione nella società e perciò ce ne discostiamo e la condanniamo. Il timore è poi che alcuni infiltrati abbiano deliberatamente puntato sulla violenza per screditare e mettere in pessima luce quanto stava succedendo. In particolare con l'attuale orientamento politico di governo pronto a strumentalizzare attaccare e banalizzare chi manifesta dissenso anziché cercare il confronto. Il rischi di esporci gratuitamente alle critiche della destra comporta è molto forte, tanto più che nonostante la grande affluenza allo sciopero siamo in una fase storica in cui molta parte  dei cittadini, spesso immersa nelle difficoltà quotidiane e allontanata dalla partecipazione politica da anni di cattiva gestione della stessa e da ideologie caratterizzate dall'individualismo, dalla ricerca della realizzazione personale ed al timore ed al rifiuto di ciò che non si uniforma, rischia di essere facilmente vittima di una propaganda che semplifica e banalizza.

Partito della Rifondazione Comunista – Federazione di Varese

sabato 20 settembre 2025

MOBILITAZIONE CONTRO IL GENOCIDIO E CONTRO LA GUERRA

Il genocidio del popolo palestinese continua indisturbato e si è intensificato negli ultimi giorni nel totale silenzio delle istituzioni europee che non mostrano assolutamente la volontà di contrastare la sanguinaria politica dello stato di Israele.

La corsa al riarmo, economicamente costosissima e assai pericolosa, viene propagandata quale unica via alla soluzione dei conflitti e ci mostra in realtà la paura del mondo occidentale, Stati Uniti in testa, di perdere quella predominanza economica che con il formarsi di nuove potenze economiche vedono venir meno.

A fronte di questo la federazione di Varese del partito della Rifondazione Comunista ha deciso di sostenere sia lo sciopero indetto dalla CGIL il 19 settembre che lo sciopero indetto dai Sindacati di Base il 22 seguente.

PRC aderirà anche al presidio pacifico che si terrà presso la sede della Leonardo di Cascina Costa, Samarate.

Il presidio lanciato dal Comitato Antifascista di Busto Arsizio, in solidarietà alla popolazione palestinese e contro la guerra, trova il pieno appoggio del nostro partito che da sempre condanna il genocidio del popolo palestinese e la politica nazionale ed internazionale che persegue la strada della “normalizzazione della guerra” quale strumento per la risoluzione dei conflitti! Le armi, la guerra, la militarizzazione del territorio e della società ci vengono propagandate quotidianamente come normali, necessarie e risolutive. Diversamente il Prc ritiene che si debbano applicare strategie politiche e diplomatiche decisamente più articolate e complesse.

Le spese per le armi e la guerra tolgono risorse economiche alla lotta contro la povertà, l'oppressione, lo sfruttamento e portano al progressivo dissolvimento dei diritti sociali conquistati in decenni di lotte. Condividiamo il pensiero che la guerra sia tanto fabbrica di profitto per pochi quanto di sofferenza e morte per molti e che la pace si possa attuare solo attraverso il disarmo perché il riarmo non è che il primo passo verso la preparazione del conflitto militare.

La base Militare NATO di Solbiate e le industrie di armi presenti nella nostra provincia non devono essere motivo di orgoglio, devono invece preoccuparci ed indignarci.

Le armi prodotte in Italia e le politiche del governo italiano sono assolutamente corresponsabili del massacro del popolo palestinese e di molte altre guerre.

Ecco perché è importante per noi aderire a questo presidio.

Sosteniamo il diritto all'autodeterminazione del popolo palestinese ed al suo diritto di vivere in pace, esattamente come sosteniamo il diritto di tutti i popoli a vivere in pace e dignitosamente.