martedì 23 dicembre 2025

Mobilitiamoci per il NO alla finta riforma della giustizia


La separazione delle carriere dei magistrati metterà i Pubblici Ministeri alle dipendenze del Governo perché non perseguano penalmente Sindaci, assessori, Presidenti di Regione, parlamentari e loro congiunti o amici quando commettono reati.

Saremo chiamati, nella prossima primavera, ad un referendum per approvare, o meno, una controriforma della Giustizia, approvata recentemente senza alcuna possibilità di discussione in Parlamento. Prendere o lasciare, Sì o No. Un Parlamento umiliato! Sta, in realtà, diventando una tradizione, di fatto anticostituzionale, il trasformare il Parlamento in ufficio notarile di volontà maturate altrove. È una deriva da respingere, da interrompere. Parlamento ai margini, Governo al centro, Magistratura ai margini. Era nel programma di governo del centrodestra. E siamo in dirittura d’arrivo.

La controriforma intende togliere alla Magistratura la sua autonomia e indipendenza, che la nostra Carta sancisce in modo rigoroso. Solo se i poteri -legislativo, esecutivo, giudiziario- sono  autonomi, una democrazia può considerarsi non autoritaria. A chi giova una Magistratura controllata e guidata dal governo, qualunque sia il colore di turno? A chi giova un Presidente della Repubblica indebolito, marginalizzato, che non risponde più esclusivamente alla Costituzione, come vollero nel 1948 i Padri Costituenti, che da una dittatura erano appena usciti?

Giova a chi ha una concezione verticale del potere, e non giova alla cittadinanza. La cittadinanza aspetta, a ragione, tempi di giustizia ragionevoli, possibilmente veloci. Non altro. Ma la controriforma di Nordio non serve per nulla a risolvere tempi lunghi dovuti a insufficienza di personale e di mezzi, come l’ANM denuncia da tempo.  Serve a chi alla Magistratura vuole dare ordini. Come voleva Gelli, nel suo Piano di rinascita.  Quale rinascita? La rinascita di una Italia estranea ai valori costituzionali di uguaglianza, di giustizia e di libertà.

Possiamo, se vogliamo, noi cittadine e cittadini, impedire questo scempio costituzionale.

La Magistratura ha già dato vita a un proprio autonomo Comitato referendario per il NO; È  nato a Roma il Comitato Civico Nazionale per il NO al Referendum sulla Giustizia, occorre fondare un Comitato referendario varesino, espressione della ricchezza di impegno civico attivo e plurale della società civile.

Intendiamo assicurare, fin d’ora, la nostra partecipazione a sostegno di ogni azione, culturale e associativa, che si impegni per un chiaro NO al referendum della prossima primavera.

Ci impegniamo a sostenere un lavoro di informazione, discussione, approfondimento, in modo capillare, ovunque sia possibile.

Partito della Rifondazione Comunista – Federazione di Varese 

sabato 29 novembre 2025

NASCE IL COMITATO NAZIONALE PER LA LIBERAZIONE DI MARWAN BARGHOUTI E DI TUTTI I PRIGIONIERI PALESTINESI DETENUTI NELLE CARCERI ISRAELIANE

Lancio della campagna internazionale - In occasione della Giornata Internazionale di Solidarietà con il Popolo Palestinese, sabato 29 novembre prende avvio la Campagna Internazionale per la Liberazione di Marwan Barghouti e di tutti i prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri militari israeliane, tra cui minori, operatori sanitari, giornalisti, donne e persone con disabilità. 

Organizzazioni della società civile italiane, impegnate nella tutela dei diritti umani e nel rispetto del diritto internazionale, hanno aderito alla mobilitazione globale istituendo un Comitato Nazionale per garantire un’azione coordinata sul territorio.
La campagna si propone di promuovere iniziative pubbliche finalizzate a chiedere:


1. la liberazione dei prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri israeliane,
2. la liberazione del leader politico palestinese Marwan Barghouti,
3. la chiusura dei centri di tortura israeliani,
4. la tutela dei diritti umani e dei diritti dei detenuti,
5. il rispetto della Terza e la Quarta Convenzione di Ginevra (1949) e il diritto internazionale umanitario,
6. l’accesso del Comitato Internazionale della Croce Rossa (ICRC) alle carceri e ai detenuti palestinesi in Israele.
Si invitano associazioni, reti e realtà locali ad aderire alla campagna e coordinarsi per promuovere iniziative territoriali a partire dal 29 novembre e durante tutto il periodo della campagna. La liberazione di Marwan Barghouti e dei prigionieri palestinesi rappresenta un passo essenziale verso un percorso di giustizia, pace e libertà.

ADESIONI e INFORMAZIONI: freemarwanitalia@proton.me

RACCOLTA FIRME ONLINE [Petizione online aperta a cittadini e personalità pubbliche]:

ADESIONI INIZIALI: Assopacepalestina, ANPI, ANBAMED, AOI ETS Rete Associativa – Cooperazione e Solidarietà internazionale, ARCI, AVS, ATTAC, CENRI, Centro Ricerche ed elaborazione della Democrazia (CRED), Comitato per la Democrazia Costituzionale, Comunità Palestinesi in Italia, Il Coraggio della Pace DISARMA, Gaza Freestyle, Gaza Fuori Fuoco, Giuristi Democratici Modena, Global Movement to Gaza, MERA25 Italia, No al Ponte, Ponti e non muri per la Palestina di Pax Christi Italia, PRC, Rete Italiana Pace e Disarmo, Rete No Bavaglio, Trasform! Italia, Veglie contro le morti in mare, Un Ponte Per.

mercoledì 26 novembre 2025

RIFONDAZIONE COMUNISTA VARESE: LA MOBILITAZIONE DI TUTTE LE FORZE ANTIFASCISTE È ORA PIU' CHE MAI NECESSARIA!

Nella nostra provincia a Gallarate l’estrema destra tenta una nuova mobilitazione per aumentare la propria visibilità e diffondere la propria ideologia suprematista, razzista e di sopraffazione. Dopo che il 17 maggio scorso presso il teatro Condominio di Gallarate si ètenuto il Remigration Summit, col pieno sostegno del sindaco di Gallarate Cassani, che si è persino spinto a difendere l’evento, definendolo un pacifico e legittimo dibattito su temi politici tra persone per bene, nella stessa Gallarate il prossimo 30 novembre è stato indetto un presidio sul tema della remigrazione, promosso dal Comitato Remigrazione e Riconquista. L’occasione che motiverebbe i promotori è un episodio di stupro commesso da uno straniero il 21 novembre in un quartiere della città, contro una donna. Troviamo una modalità già vista altrove: a fronte di un reato, esecrabile e giustamente da condannare senza se e senza ma, di cui riconosciamo l'assoluta gravità e che non si vuole né ridimensionare di portata né giustificare in alcun modo, i gruppi di estrema destra individuano la responsabilità di una intera categoria da colpire, su cui far ricadere ogni colpa, banalizzando una complessa situazione sociale le cui radici sono ben differenti, per proporre la loro "facile" quanto brutale soluzione. Colpevolmente in tal modo si ignorano le vere ragioni riscontrabili in una situazione socioeconomica difficile, di povertà materiale e culturale, mancanza di lavoro, di servizi, di integrazione e partecipazione attiva alla vita sociale. Si cerca con questo facile e strumentale meccanismo di individuare un colpevole, attribuire a lui le colpe di ciò che non funziona per attaccarlo; le vere ragioni non vengono fatte emergere e le vere responsabilità taciute. La risposta che vorrebbero dare sta nel termine REMIGRAZIONE; è la nuova ed inquietante parola d’ordine della destra estrema internazionale, adottata dalle formazioni, che costituiscono la galassia dell’estrema destra di ispirazione fascista e nazista, con cui si vuole indicare la “soluzione" politica ai problemi e alle tensioni in atto nella società attuale, semplicisticamente e strumentalmente ricondotti alla presenza di immigrati che, a giudizio dei sostenitori di questa “teoria”, incapaci di integrarsi, sarebbero meritevoli di DEPORTAZIONE! Il termine remigrazione, infatti, seppur apparentemente meno forte di deportazione indica la precisa volontà di espellere dall’Italia gli immigrati, siano essi di prima o seconda generazione, giudicati non si sa in base a quale criterio se non quello puramente razziale. Se a Gallarate il Summit del 17 si era svolto tra i maggiori esponenti teorici internazionali di questa “dottrina”, ora l’operazione che si vuol fare è quella di farne una diffusione sociale ampia coinvolgendo i cittadini, facendo leva sulle difficoltà sociali ed economiche attuali, per diffondere razzismo, intolleranza, diffidenza e aggressività, distraendo da quelli che sono i reali problemi e soprattutto le reali loro cause strutturali ed economiche, evitando di elaborare una reale loro soluzione, tutto peraltro collegato alla difesa di grandi privilegi economici. Già il 26 gennaio scorso a Busto Arsizio, l’estrema destra ha tenuto un presidio, formalmente contro insicurezza e degrado, che verteva nella stessa direzione, poi è stata la volta di Varese il 28 marzo. Ora ci provano di nuovo, a Gallarate. L’ ATTENZIONE E LA MOBILITAZIONE DI TUTTE LE FORZE ANTIFASCISTE È ORA PIU' CHE MAI NECESSARIA! È necessario tanto un dibattito su questi temi, volto a contrastare e decostruire la becera narrazione propagandata dalle destre quanto una mobilitazione di piazza che veda tutti gli antifascisti opporsi al riemergere di una ideologia assolutamente razzista, intollerante, autoritaria e violenta. Il PRC sarà disposto ad un confronto con tutte le forze antifasciste che vogliano discutere su quanto sta accadendo, tanto quanto a aderire e partecipare ad iniziative e mobilitazioni necessarie ad arginare l’avanzata sempre più preoccupante delle destre.

 

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA - FEDERAZIONE DI VARESE

lunedì 24 novembre 2025

SCIOPERO GENERALE CONTRO OGNI GUERRA, MOBILITIAMOCI!

 


Il PRC aderisce all'iniziativa organizzata venerdì 28 novembre in occasione dello sciopero generale da “Busto per la Palestina” invitando alla mobilitazione contro ogni guerra. L'evidente fallimento della proposta di pace, che non è riuscita a fermare il massacro dei Palestinesi a Gaza, bensì ha aumentato le aggressioni dei coloni in Cisgiordania verso la popolazione palestinese e gli attacchi di Israele sul territorio Libanese, si inserisce all'interno di un quadro politico preoccupante in cui gli Stati europei manifestano il loro orientamento guerrafondaio. Il governo italiano attraverso una miope legge finanziaria porta avanti una feroce politica di tagli alla spesa pubblica, limitandosi a concedere qualche beneficio fiscale di cui non godranno però i lavoratori e i ceti in difficoltà. A fronte dei tagli alla spesa sociale crescono gli investimenti in armi e la guerra diventa il grande affare del futuro, come lo diventano gli investimenti per la ricostruzione post bellica. In Palestina questo si sta chiaramente delineando ed è emblematico del futuro che ci attende. L'Europa persegue la strada del riarmo, spingendo verso l'intensificazione della guerra tra Russia ed Ucraina, anziché utilizzare la diplomazia, ciò che sta facendo rende sempre più probabile il rischio di un allargamento del conflitto ad altri paesi, sembra che non si accorga di avvicinarsi pericolosamente ad un terzo conflitto mondiale. Perciò come comunisti sentiamo il dovere di mobilitarci per arginare questa pericolosa deriva, fermare la guerra ed invertire la rotta. Si deve tornare a parlare di pace, di giustizia, di investimenti per la tutela della salute e la promozione sociale. Lo sciopero è uno strumento che i lavoratori hanno conquistato usiamolo per esprimere il NOSTRO DISSENSO ALLA GUERRA ED ALLA SISTEMATICA RIDUZIONE DEI DIRITTI!La federazione del PRC di Varese, che già sostiene gli scioperi del 28 e del 12 dicembre, condivide perciò appieno i contenuti dell'iniziativa indetta da “Busto per la Palestina".

PARTITO DELLE RIFONZAZIONE COMUNISTA - FEDERAZIONE DI VARESE


LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA


 Clicca sull'immagine per vedere il video che spiega in modo semplice e chiaro la parte meno nota ma più importante della legge di riforma della magistratura, su cui saremo chiamati a votare al prossimo referendum