mercoledì 24 dicembre 2025
martedì 23 dicembre 2025
Mobilitiamoci per il NO alla finta riforma della giustizia
La separazione delle carriere dei magistrati metterà i Pubblici Ministeri alle dipendenze del Governo perché non perseguano penalmente Sindaci, assessori, Presidenti di Regione, parlamentari e loro congiunti o amici quando commettono reati.
Saremo chiamati, nella prossima primavera, ad un referendum per approvare, o
meno, una controriforma della Giustizia, approvata recentemente senza alcuna
possibilità di discussione in Parlamento. Prendere o lasciare, Sì o No. Un
Parlamento umiliato! Sta, in realtà, diventando una tradizione, di fatto
anticostituzionale, il trasformare il Parlamento in ufficio notarile di volontà
maturate altrove. È una deriva da respingere, da interrompere. Parlamento ai margini,
Governo al centro, Magistratura ai margini. Era nel programma di governo del
centrodestra. E siamo in dirittura d’arrivo.
La
controriforma intende togliere alla Magistratura la sua autonomia e
indipendenza, che la nostra Carta sancisce in modo rigoroso. Solo se i poteri
-legislativo, esecutivo, giudiziario- sono
autonomi, una democrazia può considerarsi non autoritaria. A chi giova
una Magistratura controllata e guidata dal governo, qualunque sia il colore di
turno? A chi giova un Presidente della Repubblica indebolito, marginalizzato,
che non risponde più esclusivamente alla Costituzione, come vollero nel 1948 i
Padri Costituenti, che da una dittatura erano appena usciti?
Giova
a chi ha una concezione verticale del potere, e non giova alla cittadinanza. La
cittadinanza aspetta, a ragione, tempi di giustizia ragionevoli, possibilmente
veloci. Non altro. Ma la controriforma di Nordio non serve per nulla a
risolvere tempi lunghi dovuti a insufficienza di personale e di mezzi, come
l’ANM denuncia da tempo. Serve a chi
alla Magistratura vuole dare ordini. Come voleva Gelli, nel suo Piano di
rinascita. Quale rinascita? La rinascita
di una Italia estranea ai valori costituzionali di uguaglianza, di giustizia e
di libertà.
Possiamo,
se vogliamo, noi cittadine e cittadini, impedire questo scempio costituzionale.
La
Magistratura ha già dato vita a un proprio autonomo Comitato referendario per
il NO; È nato a Roma il Comitato Civico
Nazionale per il NO al Referendum sulla Giustizia, occorre fondare un Comitato
referendario varesino, espressione della ricchezza di impegno civico attivo e
plurale della società civile.
Intendiamo assicurare, fin d’ora, la nostra partecipazione a sostegno di ogni azione, culturale e associativa, che si impegni per un chiaro NO al referendum della prossima primavera.
Ci impegniamo a sostenere un lavoro di informazione, discussione, approfondimento, in modo capillare, ovunque sia possibile.
Partito della Rifondazione Comunista – Federazione di Varese
sabato 6 dicembre 2025
sabato 29 novembre 2025
NASCE IL COMITATO NAZIONALE PER LA LIBERAZIONE DI MARWAN BARGHOUTI E DI TUTTI I PRIGIONIERI PALESTINESI DETENUTI NELLE CARCERI ISRAELIANE
mercoledì 26 novembre 2025
RIFONDAZIONE COMUNISTA VARESE: LA MOBILITAZIONE DI TUTTE LE FORZE ANTIFASCISTE È ORA PIU' CHE MAI NECESSARIA!
PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA - FEDERAZIONE DI VARESE
lunedì 24 novembre 2025
SCIOPERO GENERALE CONTRO OGNI GUERRA, MOBILITIAMOCI!
Il PRC aderisce all'iniziativa organizzata venerdì 28 novembre in occasione dello sciopero generale da “Busto per la Palestina” invitando alla mobilitazione contro ogni guerra. L'evidente fallimento della proposta di pace, che non è riuscita a fermare il massacro dei Palestinesi a Gaza, bensì ha aumentato le aggressioni dei coloni in Cisgiordania verso la popolazione palestinese e gli attacchi di Israele sul territorio Libanese, si inserisce all'interno di un quadro politico preoccupante in cui gli Stati europei manifestano il loro orientamento guerrafondaio. Il governo italiano attraverso una miope legge finanziaria porta avanti una feroce politica di tagli alla spesa pubblica, limitandosi a concedere qualche beneficio fiscale di cui non godranno però i lavoratori e i ceti in difficoltà. A fronte dei tagli alla spesa sociale crescono gli investimenti in armi e la guerra diventa il grande affare del futuro, come lo diventano gli investimenti per la ricostruzione post bellica. In Palestina questo si sta chiaramente delineando ed è emblematico del futuro che ci attende. L'Europa persegue la strada del riarmo, spingendo verso l'intensificazione della guerra tra Russia ed Ucraina, anziché utilizzare la diplomazia, ciò che sta facendo rende sempre più probabile il rischio di un allargamento del conflitto ad altri paesi, sembra che non si accorga di avvicinarsi pericolosamente ad un terzo conflitto mondiale. Perciò come comunisti sentiamo il dovere di mobilitarci per arginare questa pericolosa deriva, fermare la guerra ed invertire la rotta. Si deve tornare a parlare di pace, di giustizia, di investimenti per la tutela della salute e la promozione sociale. Lo sciopero è uno strumento che i lavoratori hanno conquistato usiamolo per esprimere il NOSTRO DISSENSO ALLA GUERRA ED ALLA SISTEMATICA RIDUZIONE DEI DIRITTI!La federazione del PRC di Varese, che già sostiene gli scioperi del 28 e del 12 dicembre, condivide perciò appieno i contenuti dell'iniziativa indetta da “Busto per la Palestina".
PARTITO DELLE RIFONZAZIONE COMUNISTA - FEDERAZIONE DI VARESE
LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA
Clicca sull'immagine per vedere il video che spiega in modo semplice e chiaro la parte meno nota ma più importante della legge di riforma della magistratura, su cui saremo chiamati a votare al prossimo referendum







