mercoledì 31 dicembre 2025

E' GRAVE E INACCETTABILE CONCEDERE SPAZI PUBBLICI A FORMAZIONI NEOFASCISTE

Siamo venuti a conoscenza dalla stampa del raduno neonazista tenutosi a Lonate Pozzolo lo scorso novembre. L’evento celebrava i trent’anni della costituzione della sezione italiana di Hammerskins, un gruppo neonazista, resosi noto alle cronache per azioni piuttosto violente, che attraverso la promozione di un certo genere di musica rock propugna il suprematismo bianco, il razzismo, l’omofobia e l’intolleranza. Il raduno che ha visto la partecipazione di circa 500 militanti, alcuni provenienti persino dall’estero, è stato formalmente un concerto che ha però fornito l’ennesima occasione di ritrovo tra i sostenitori delle peggiori idee neonaziste e quindi di propaganda e di diffusione delle stesse. 

Lo spazio presso cui si è tenuto, una tensostruttura della Pro Loco di Lonate, sarebbe stato concesso loro senza che il Consiglio Direttivo della stessa Pro Loco ne fosse informato. Il Partito della Rifondazione Comunista trova assolutamente grave ed inaccettabile che uno spazio pubblico sia concesso a formazioni volte a diffondere intolleranza e odio, razziale e di genere, assolutamente contrari ai principi sanciti nella Costituzione e non ammette che si possa tollerare quanto accaduto adducendo il carattere “riservato” o “privato” che avrebbe avuto l’iniziativa. Purtroppo, assistiamo ormai sempre più di frequente a “raduni” di organizzazioni nazifasciste in provincia di Varese, talvolta sotto forma di iniziative di piazza per la promozione della sicurezza, talvolta come concerti, persino sotto forma di Summit, come accaduto a Gallarate il 17 maggio scorso. 

Il nostro auspicio è che ci sia una maggiore attenzione da parte delle istituzioni verso queste iniziative e interventi per contrastarle. È inammissibile che gruppi ed organizzazioni di estrema destra possano esprimersi con estrema tranquillità, provocare ed istigare al razzismo alla violenza ed all’omofobia come se si trattasse di legittime opinioni e non di reati! Esprimiamo la nostra gratitudine alla Consigliera di Lonate Nadia Rosa che ha segnalato quanto accaduto e vicinanza alla consigliera della Pro Loco Melissa Derisi che ha presentato le proprie dimissioni dal Consiglio direttivo della Pro Loco stessa che, concedendo lo spazio senza neppure consultare il Consiglio, si sarebbe resa responsabile del grave fatto. Per il PRC è però fondamentale lavorare verso la mobilitazione e la cooperazione di tutte le forze antifasciste del territorio attraverso la creazione di una Consulta Provinciale Antifascista che renda coscienti i cittadini dei pericoli che corre attualmente la democrazia a causa del proliferare della presenza organizzata di gruppi nazifascisti da una parte e dall'altra dalle azioni governative volte a ridurre gli spazi di discussione dissenso e ridurre il normale conflitto sociale ad un problema di ordine pubblico. Sarà nostro compito, prossimamente, impegnarci al meglio in questa direzione.


PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA - FEDERAZIONE DI VARESE

martedì 30 dicembre 2025

PERCHE' VOTARE NO AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA

 

La riforma della giustizia non interviene per rendere giustizia ai cittadini, costretti ad attendere anni e ad affrontare costi per avvocati che solo i ricchi si possono permettere.

Punta invece a subordinare la magistratura al governo di turno per garantire l’impunità dei potenti e dei politici corrotti e collusi con la criminalità.

Vediamo come:

 

La nuova legge riguarda la “Separazione delle carriere dei magistrati”: è una questione così importante?

In realtà no: con le norme attualmente in vigore, negli ultimi 5 anni solo l’1% dei magistrati ha scelto di cambiare carriera; quindi la separazione delle carriere di fatto esiste già e la nuova legge costituzionale appare inutile sotto questo aspetto.

 

La nuova legge serve quindi per accelerare i tempi della giustizia?

Assolutamente no: i tempi di attesa nei processi si ridurrebbero aumentando gli organici e le risorse a disposizione della magistratura, razionalizzando processi burocratici obsoleti, ma la separazione delle carriere non inciderebbe su nessuno di questi aspetti (infatti non incide nell’attuale sistema dove, come detto sopra, la separazione delle carriere di fatto esiste già)


La nuova legge parla espressamente di “Separazione delle carriere dei magistrati”: ma è questa la vera storia?

In realtà no: se consideriamo bene il testo della riforma della giustizia ci sono aspetti molto più importanti di cui quasi nessuno parla; consideriamoli in sintesi:

Ø  Riforma del CSM, il Consiglio Superiore della Magistratura: è l’organo di autogoverno dei giudici, e fu pensato dai padri costituenti per garantire l’indipendenza dei giudici dal potere politico, e assicurare che la legge fosse davvero uguale per tutti.

Oggi i membri del CSM sono scelti tramite elezioni, con una compente di magistrati eletti dai magistrati stessi e una componente “laica” composta da avvocati e professori universitari eletti dal parlamento. 

Con la riforma si vuole introdurre un sistema basato non sulle elezioni ma sul sorteggio; apparentemente il sorteggio può apparire un sistema più giusto, trasparente, imparziale.

Ma attenzione! Non ci sarà infatti solo un sorteggio, ma due, e completamente diversi! Per i magistrati sarà un sorteggio puro, con i futuri membri scelti a caso; i membri laici invece saranno estratti da una lista ristretta, preselezionata dalla maggioranza politica del momento.

Quindi la magistratura sarà diretta da un lato da magistrati finiti lì per caso e senza un progetto comune, dall’altro da un gruppo compatto e omogeneo che risponde direttamente ad una logica politica; il timore, fondato, è questo secondo gruppo, forte della sua compattezza e omogeneità, possa orientare le decisioni più importanti del Consiglio minando l’autonomia della magistratura.


Ø  Creazione del giudice dei giudici: l’Alta Corte Disciplinare; fino ad oggi i procedimenti disciplinari verso i giudici venivano gestiti dal CSM; con la riforma si vuole affidare questa funzione ad un nuovo organo, l’Alta Corte Disciplinare.

Ma attenzione! La riforma dice che il nuovo organo giudicante dovrà garantire la rappresentanza dei magistrati, ma non dice in che numero e in che proporzione, neppure se debbano essere la maggioranza: lascia la porta aperta ad una futura legge ordinaria che deciderà come vuole. Il timore, fondato, è che una legge futura possa creare collegi giudicanti a maggioranza politica dove i magistrati sono una minoranza, usando quindi la disciplina come intimidazione.

Inoltre un magistrato, se sanzionato, potrà fare ricorso solo alla stessa Corte Disciplinare; non quindi ad un organo imparziale ma allo stesso organo che lo ha sanzionato.

 

DALLA TEORIA ALLA PRATICA

Consideriamo il caso pratico di un giudice che si trova sul tavolo un fascicolo ‘che scotta’, che tocca interessi politici potenti, e sa che sopra la sua testa c’è un sistema disciplinare che, per come è congegnato, potrebbe essere influenzato dalla politica: il giudice si sentirà libero e sereno nel decidere o quella spada di Damocle finirà per condizionarlo?


QUESTA RIFORMA FINIRA’ QUINDI PER RENDERE IL SISTEMA PIU EFFICIENTE O PER GARANTIRE IMPUNITA’ AI POTENTI E AI POLITICI CORROTTI?  

 

PER QUESTO AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA VOTO NO

 



FIRMIAMO IL REFERENDUM, PER UN NO ANTIFASCISTA E GARANTISTA

 

Rifondazione Comunista sostiene la raccolta firme e invita tutte le cittadine e i cittadini a sottoscrivere il quesito presentato da un comitato di giuristi perché si tenga un referendum per cancellare la legge di modifica costituzionale in tema di giustizia varata dal governo Meloni.

Si può firmare solo sulla piattaforma on line. Questo il link: https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/5400034

È importante raccogliere 500.000 firme sulla piattaforma on line entro e non oltre il 30 gennaio 2026.

Siamo schierati per il NO con la nostra visione garantista di una giustizia orientata dai principi della Costituzione antifascista.

 Il referendum costituzionale contro la "controriforma" Nordio ha un carattere politico che una formazione politica antifascista non può sottovalutare. Non si voterà sulla separazione delle carriere come racconta la propaganda governativa, perché la questione è stata affrontata già dalla legislazione precedente. Stravolgono la Costituzione per portare avanti il piano di Licio Gelli e Silvio Berlusconi contro l'indipendenza della magistratura e rendere il PM subalterno alla polizia giudiziaria, cioè al governo.

Una vittoria del SÌ nel referendum consentirà di rilanciare il disegno reazionario della destra contro la democrazia costituzionale, dal premierato all'autonomia differenziata che, nonostante la sentenza della Corte costituzionale, sta andando avanti con le pre-intese che Calderoli ha stretto con varie regioni.

PERCHÉ È IMPORTANTE FIRMARE

1) Il governo Meloni, con la consueta tracotanza, vuole imporre una data ravvicinata nel mese di marzo per la convocazione dei referendum al fine di non perdere il vantaggio che per ora gli attribuiscono i sondaggi.

Il successo della raccolta firme potrebbe imporre uno slittamento e consentire un ampio dibattito nel paese su un tema complesso.

2) Il quesito che hanno depositato i deputati della destra è ingannevole perché non dice che si modifica la Costituzione.

Invece il testo presentato con la raccolta firme è più chiaro:

"Approvate il testo della legge costituzionale concernente "Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare" approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025, con la quale vengono modificati gli artt. 87 comma 10, 102 comma 1, 104, 105, 106 comma 3, 107 comma 1 e 110 comma 1 della Costituzione?"

Rifondazione Comunista invita tutte le antifasciste e gli antifascisti a firmare e a fare firmare.

Maurizio Acerbo, Segretario nazionale e Gianluca Schiavon, responsabile Giustizia del Partito della Rifondazione Comunista

martedì 23 dicembre 2025

Mobilitiamoci per il NO alla finta riforma della giustizia


La separazione delle carriere dei magistrati metterà i Pubblici Ministeri alle dipendenze del Governo perché non perseguano penalmente Sindaci, assessori, Presidenti di Regione, parlamentari e loro congiunti o amici quando commettono reati.

Saremo chiamati, nella prossima primavera, ad un referendum per approvare, o meno, una controriforma della Giustizia, approvata recentemente senza alcuna possibilità di discussione in Parlamento. Prendere o lasciare, Sì o No. Un Parlamento umiliato! Sta, in realtà, diventando una tradizione, di fatto anticostituzionale, il trasformare il Parlamento in ufficio notarile di volontà maturate altrove. È una deriva da respingere, da interrompere. Parlamento ai margini, Governo al centro, Magistratura ai margini. Era nel programma di governo del centrodestra. E siamo in dirittura d’arrivo.

La controriforma intende togliere alla Magistratura la sua autonomia e indipendenza, che la nostra Carta sancisce in modo rigoroso. Solo se i poteri -legislativo, esecutivo, giudiziario- sono  autonomi, una democrazia può considerarsi non autoritaria. A chi giova una Magistratura controllata e guidata dal governo, qualunque sia il colore di turno? A chi giova un Presidente della Repubblica indebolito, marginalizzato, che non risponde più esclusivamente alla Costituzione, come vollero nel 1948 i Padri Costituenti, che da una dittatura erano appena usciti?

Giova a chi ha una concezione verticale del potere, e non giova alla cittadinanza. La cittadinanza aspetta, a ragione, tempi di giustizia ragionevoli, possibilmente veloci. Non altro. Ma la controriforma di Nordio non serve per nulla a risolvere tempi lunghi dovuti a insufficienza di personale e di mezzi, come l’ANM denuncia da tempo.  Serve a chi alla Magistratura vuole dare ordini. Come voleva Gelli, nel suo Piano di rinascita.  Quale rinascita? La rinascita di una Italia estranea ai valori costituzionali di uguaglianza, di giustizia e di libertà.

Possiamo, se vogliamo, noi cittadine e cittadini, impedire questo scempio costituzionale.

La Magistratura ha già dato vita a un proprio autonomo Comitato referendario per il NO; È  nato a Roma il Comitato Civico Nazionale per il NO al Referendum sulla Giustizia, occorre fondare un Comitato referendario varesino, espressione della ricchezza di impegno civico attivo e plurale della società civile.

Intendiamo assicurare, fin d’ora, la nostra partecipazione a sostegno di ogni azione, culturale e associativa, che si impegni per un chiaro NO al referendum della prossima primavera.

Ci impegniamo a sostenere un lavoro di informazione, discussione, approfondimento, in modo capillare, ovunque sia possibile.

Partito della Rifondazione Comunista – Federazione di Varese 

sabato 29 novembre 2025

NASCE IL COMITATO NAZIONALE PER LA LIBERAZIONE DI MARWAN BARGHOUTI E DI TUTTI I PRIGIONIERI PALESTINESI DETENUTI NELLE CARCERI ISRAELIANE

Lancio della campagna internazionale - In occasione della Giornata Internazionale di Solidarietà con il Popolo Palestinese, sabato 29 novembre prende avvio la Campagna Internazionale per la Liberazione di Marwan Barghouti e di tutti i prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri militari israeliane, tra cui minori, operatori sanitari, giornalisti, donne e persone con disabilità. 

Organizzazioni della società civile italiane, impegnate nella tutela dei diritti umani e nel rispetto del diritto internazionale, hanno aderito alla mobilitazione globale istituendo un Comitato Nazionale per garantire un’azione coordinata sul territorio.
La campagna si propone di promuovere iniziative pubbliche finalizzate a chiedere:


1. la liberazione dei prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri israeliane,
2. la liberazione del leader politico palestinese Marwan Barghouti,
3. la chiusura dei centri di tortura israeliani,
4. la tutela dei diritti umani e dei diritti dei detenuti,
5. il rispetto della Terza e la Quarta Convenzione di Ginevra (1949) e il diritto internazionale umanitario,
6. l’accesso del Comitato Internazionale della Croce Rossa (ICRC) alle carceri e ai detenuti palestinesi in Israele.
Si invitano associazioni, reti e realtà locali ad aderire alla campagna e coordinarsi per promuovere iniziative territoriali a partire dal 29 novembre e durante tutto il periodo della campagna. La liberazione di Marwan Barghouti e dei prigionieri palestinesi rappresenta un passo essenziale verso un percorso di giustizia, pace e libertà.

ADESIONI e INFORMAZIONI: freemarwanitalia@proton.me

RACCOLTA FIRME ONLINE [Petizione online aperta a cittadini e personalità pubbliche]:

ADESIONI INIZIALI: Assopacepalestina, ANPI, ANBAMED, AOI ETS Rete Associativa – Cooperazione e Solidarietà internazionale, ARCI, AVS, ATTAC, CENRI, Centro Ricerche ed elaborazione della Democrazia (CRED), Comitato per la Democrazia Costituzionale, Comunità Palestinesi in Italia, Il Coraggio della Pace DISARMA, Gaza Freestyle, Gaza Fuori Fuoco, Giuristi Democratici Modena, Global Movement to Gaza, MERA25 Italia, No al Ponte, Ponti e non muri per la Palestina di Pax Christi Italia, PRC, Rete Italiana Pace e Disarmo, Rete No Bavaglio, Trasform! Italia, Veglie contro le morti in mare, Un Ponte Per.