mercoledì 24 giugno 2026
sabato 13 giugno 2026
sabato 6 giugno 2026
Assemblea pubblica "La nostra lotta, le nostre lotte"
Sono esattamente 7 anni che i Comitati per il Ritiro di ogni autonomia differenziata, l’unità della Repubblica, l’uguaglianza dei diritti hanno abbandonato la lotta esclusivamente in difesa della scuola della Costituzione, minacciata dall’autonomia differenziata, per estenderla ai moltissimi, ulteriori aspetti della vita quotidiana che sono attaccati dal progetto scellerato; un progetto che nega l’uguale garanzia di diritti sociali e civili su tutto il territorio della Repubblica, sostenendo – al contrario – diritti diseguali, a seconda del certificato di residenza; laddove chi ha già tanto avrà di più, chi ha meno starà sempre peggio. Della Repubblica si è festeggiato il 2 giugno l’ottantesimo anniversario; una Repubblica minacciata dalla prepotenza tipica della maggioranza di destra che, indifferente alle prescrizioni della Corte Costituzionale, accelera, sotto la spinta del ministro leghista Calderoli, nel percorso verso la “secessione dei ricchi”.
Sabato 6 giugno, dalle ore 9,30 alle 16,30, presso la Biblioteca della Società Napoletana di Storia Patria, al Maschio Angioino a Napoli, si terrà l’assemblea nazionale dei Comitati e del Tavolo NO Autonomia Differenziata: “La nostra lotta, le nostre lotte”. Un appuntamento che ha l’ambizione di lanciare il necessario allarme nei confronti della strategia del governo che – complice anche il silenzio dei media – sta tentando di portare a compimento il processo che provammo ad interrompere con il referendum 2 anni fa (con un milione e 300mila firme raccolte) e che, comunque, la sentenza 192/24 della Corte costituzionale ha in parte smontato.
Nonostante la bocciatura della legge Calderoli, (86/2024), il governo Meloni-Calderoli va avanti. Infatti, presso le commissioni I Affari Costituzionali di Senato e Camera si trovano le 4 pre-intese siglate da Liguria, Lombardia, Veneto e Piemonte su 4 materie cosiddette non LEP (Protezione Civile, Professioni, Coordinamento della finanza pubblica e Sanità, Previdenza integrativa), già precedentemente approvate dalla Conferenza Unificata, con il parere negativo di 6 regioni, guidate dal PD o dal M5S, e dell’Anci. Le commissioni – presso le quali si stanno svolgendo audizioni che, come nelle precedenti occasioni, rilevano pareri negativi da parte di giuristi, economisti, esponenti della società civile, sindacati – dovranno formulare un atto di indirizzo; quindi, verranno predisposte e firmate le Intese, che il Parlamento potrà emendare: ci auguriamo che vengano sotterrate attraverso una valanga di emendamenti.
Contestualmente, al Senato l’AS 1623 è il testo che Calderoli ha predisposto per determinare i livelli essenziali delle prestazioni, prerequisito per poter attaccare anche le cosiddette materie LEP, come la scuola. Oltre al fatto che determinare i LEP non significa garantirli (atto che prevederebbe milioni di euro), numerosi sono gli elementi di incostituzionalità nei testi siglati con le regioni. Siamo certi che le regioni guidate dal PD e dal M5S, ricorrendo alla Corte costituzionale, si batteranno per impedire che le Intese, andando in porto, possano aggravare ulteriormente le disuguaglianze sociali e territoriali.
A Napoli, la mattina si aprirà con gli interventi di Emiliano Brancaccio, Antonella Bundu, reduce dalla Flotilla, Marco Esposito, Pietro Spirito, Massimo Villone. Interverrà il Presidente della regione Emilia-Romagna Michele De Pascale. Il pomeriggio, con un’introduzione di Antonio Mazzeo, esponente dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e della lotta NO Ponte, prenderanno la parola esponenti di movimenti territoriali e studenteschi, sindacati, associazioni. Ed è proprio dal pomeriggio che l’iniziativa prende il nome e trova il proprio senso precipuo: qualora il progetto eversivo di autonomia differenziata si concretizzasse, tutte le lotte e tutti i movimenti – di qualsiasi cosa si occupino – verrebbero coinvolti. Il Sud del nostro Paese, i Sud di tutte le regioni, verrebbero definitivamente affossati, oggetto di politiche predatorie, senza speranza di emancipazione dalle proprie attuali condizioni.
Da Napoli – una delle città del Sud che ha tirato la volata al trionfo del NO nel referendum sulla riforma della magistratura, un no che, vogliamo crederlo, parla anche di autonomia differenziata – parte una nuova fase della lotta dei Comitati e del Tavolo NOAD. Una fase di mobilitazione intensa, che avrà una significativa scadenza nelle elezioni del 2027: nei programmi dei partiti, o delle liste, che chiederanno il voto per battere le destre, proponiamo sia inserita l’abolizione del comma 3 dell’articolo 116 della Costituzione, strumento per minare l’unità della Repubblica.
Nei prossimi mesi continueremo a contrastare il disegno della secessione dei ricchi con sit-in, assemblee, manifestazioni di piazza, incontri di informazione. Il nostro obiettivo è quello che hanno espresso milioni e milioni di cittadini/e con il referendum sulla giustizia: la Costituzione non si tocca, va rispettata e applicata. Il referendum sulla giustizia ha liquidato anche il disegno del premierato assoluto; ora tutti/e devono mobilitarsi per impedire che si realizzi la terza controriforma, quella dell’autonomia differenziata: difendiamo l’unità della Repubblica, cioè l’uguaglianza dei diritti sociali, civili e politici. Solo così potremo sperare di sconfiggere le politiche di discriminazione razziste verso i migranti, di suprematismo nordista, e le misure securitarie che distruggono le libertà civili di manifestare e di lottare per una società dove si affermi il valore supremo della pari dignità di ogni persona, dovunque risieda e da qualunque parte del mondo provenga.
Comitati per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata, l’uguaglianza dei diritti e l’unità della Repubblica e Tavolo No AD
domenica 31 maggio 2026
NO A INTOLLERANZA E RAZZISMO NEL NOSTRO TERRITORIO
Venerdì 5 giugno prossimo Comunità giovanile di Busto Arsizio ospiterà esponenti di casa Pound e Brescia ai Bresciani che presenteranno la proposta di legge Remigrazione e Riconquista. Troviamo gravissima la decisione dell’associazione tanto di ospitare esponenti di movimenti che si richiamano esplicitamente all’ideologia nazifascista quanto di promuovere questa proposta di legge i cui contenuti fortemente razzisti sono esplicitamente contrai a quanto sancito dalla nostra Costituzione. E ‘assolutamente inaccettabile e non si può assolutamente giustificare che si promuovano intolleranza e razzismo, indicando coloro che appartengono a tradizioni religiose, cultura ed etnia differenti quali responsabili delle difficoltà e dei problemi sociali che Italia ed Europa stanno vivendo. Questi problemi hanno una origine ben diversa! Remigrazione è infatti il termine che la destra europea di ispirazione nazifascista sta utilizzando per indicare il trasferimento più o meno volontario degli immigrati nei loro paesi d’origine, considerando la loro presenza un forte elemento di disturbo dell’identità nazionale e l’origine di tutte la difficoltà che i paesi europei stanno attraversando. Il pericolo che questa ideologia che non si fonda su nessuna seria analisi storica, sociale e politica, ma che mira semplicemente a “toccare la pancia” di chi vive le difficoltà quotidiane, penetri ancor più profondamente nella società è purtroppo reale ed è pertanto necessario ed urgente contrapporvisi. La diffusione di una narrazione infondata che mira solo a diffondere intolleranza e odio razziale non può assolutamente essere accolta da una società democratica, minerebbe infatti suoi elementi costitutivi. Non è la prima volta che Comunità Giovanile apre ad iniziative di carattere esplicitamente nazifascista, come fu per il Festival Nazirock del settembre 2024, occasione in cui ospitò gruppi musicali aderenti a tale ideologia. L’intera provincia di Varese, inoltre, negli ultimi anni è stata più volte teatro di eventi e manifestazioni di tale taglio ideologico ed alcuni di particolare gravità: basti citare il Remigration Summit tenutosi a maggio dello scorso anno a Gallarate. Non possiamo perciò che guardare con grandissima preoccupazione a quanto sta accadendo, riscontrando che queste iniziative sono ben poco estemporanee, ma stanno sempre più assumendo un carattere continuativo. Chiediamo perciò una netta presa di posizione delle istituzioni cittadine che ci auguriamo agiscano coerentemente alla funzione loro spettante.
COMITATO ANTIFASCISTA DI BUSTO ARSIZIO
giovedì 28 maggio 2026
Incontro pubblico per la presentazione della proposta di legge di iniziativa popolare “1%EQUO”: la serata
venerdì 15 maggio 2026
1% equo - LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE PER TASSARE I GRANDI PATRIMONI
È PARTITA LA RACCOLTA FIRME PER “1% EQUO”!
sanità pubblica
scuola e università
diritto all’abitare
tutela ambientale
sicurezza sul lavoro
sostegno al reddito
Si può firmare online con SPID o CIE in pochi minuti:
Qui tutte le informazioni:Al link dell’Organizzazione trovate la cartella “Campagna 1%Equo” con dentro manifesto, volantino, rollup e modulo per la raccolta firme. :
https://drive.google.com/
domenica 19 aprile 2026
Il dibattito con il professor d’Orsi a Varese
PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA – FEDERAZIONE DI VARESE
lunedì 13 aprile 2026
MANIFESTIAMO IL NOSTRO DISSENSO CONTRO OGNI GUERRA, CONTRO OGNI REPRESSIONE, CONTRO LA CANCELLAZIONE DEI DIRITTI E LA REPRESSIONE DEL DISSENSO
SABATO 18 SCENDIAMO TUTTI IN PIAZZA, A VARESE O A BUSTO CHE SIA, MANIFESTIAMO IL NOSTRO DISSENSO CONTRO OGNI GUERRA, CONTRO OGNI REPRESSIONE, CONTRO LA CANCELLAZIONE DEI DIRITTI E LA REPRESSIONE DEL DISSENSO
PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA - FEDERAZIONE DI VARESE
NO ALLA RIFORMA DEGLI ISTITUTI TECNICI
La riforma degli istituti tecnici rappresenta un passo indietro per la scuola pubblica e per la qualità della formazione degli studenti. Dietro la retorica dell’“aggiornamento” e della “modernizzazione” si nasconde in realtà un insieme di tagli e riduzioni che rischiano di indebolire profondamente questi percorsi di studio.
Invitiamo tutti coloro che hanno a cuore il futuro dei nostri figli e dei nostri educatori a firmare questa petizione. Agite ora per fermare questa riforma e proteggere la qualità dell'istruzione tecnica in Italia
Firma la petizione all'indirizzo: https://c.org/MDtB7WHRBj

domenica 12 aprile 2026
RIFONDAZIONE COMUNISTA PER LA SANITA' PUBBLICA
Rifondazione Comunista ha partecipato al riuscitissimo, partecipatissimo e colorato corteo di sabato 11 aprile che ha visto sfilare 10.000 persone da Palazzo Lombardia fino a piazza XXV Aprile.
Ridurre le liste di attesa. Fermare la spinta verso il
privato, rafforzare la sanità territoriale garantendo pari accesso alle cure.
Sono le richieste dei partecipanti: cittadini, operatori sanitari, sindacati e
associazioni. Tutti e tutte hanno sfilato. Mentre tra i cartelli, i messaggi
sono stati chiari: "Basta tagli alla sanità", "No alle cure in
base al reddito" e " la salute non è una merce".
PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA - FEDERAZIONE DI VARESE
sabato 11 aprile 2026
Il cordoglio di Rifondazione Comunista per la morte di Maria Pellegatta
Rimasta attiva sul piano
culturale anche in età avanzata, Pellegatta aveva continuato a coltivare la
memoria storica della sinistra italiana
Insegnante di professione,
Pellegatta aveva intrecciato fin da giovane la propria vita con quella del
Partito Comunista Italiano, diventando un punto di riferimento per il movimento
operaio e progressista del territorio. La sua carriera parlamentare prese avvio
con la VI legislatura della Repubblica, quando fu eletta deputata alla Camera
nel 1972: in quell’incarico sedette nella Commissione Istruzione e Belle Arti,
di cui fu anche segretaria, occupandosi tra l’altro di temi legati
all’istruzione speciale e all’integrazione degli studenti con disabilità
sensoriali. Rieletta nella VII legislatura, rimase a Montecitorio fino al 1979.
Dopo la svolta della Bolognina e
lo scioglimento del PCI, Pellegatta non abbandonò le proprie convinzioni: aderì
a Rifondazione Comunista, con cui si candidò alle elezioni europee del 1994
nella circoscrizione Italia Nord-Occidentale, raccogliendo circa 2.500
preferenze senza risultare eletta.
Il ritorno in Parlamento arrivò
nel 2006, quando fu eletta senatrice in Lombardia nelle file del Partito dei
Comunisti Italiani, nell’ambito della coalizione di centrosinistra guidata da
Romano Prodi. Nella XV legislatura fece parte della Commissione parlamentare
antimafia — di cui divenne capogruppo — della Commissione per l’infanzia e
delle delegazioni italiane presso il Consiglio d’Europa e l’Assemblea
dell’Unione dell’Europa Occidentale.
Rimasta attiva sul piano
culturale anche
in età avanzata, Pellegatta aveva continuato a coltivare la
memoria storica della sinistra italiana. Nel 2020 VareseNews l’aveva incontrata
nella sua casa di Cassano Magnago, dove stava lavorando a un libro e a un
documentario sulla Svolta di Salerno del 1944, partendo da un vecchio disco a
33 giri con un discorso di Togliatti. Si era definita orgogliosamente
«togliattiana» e non aveva mai rinnegato le proprie radici politiche.
venerdì 10 aprile 2026
mercoledì 8 aprile 2026
mercoledì 25 marzo 2026
L'ITALIA ANTIFASCISTA HA SALVATO LA COSTITUZIONE ITALIANA
Viva l’Italia antifascista che, con una straordinaria partecipazione popolare, ancora una volta ha salvato la Costituzione nata dalla Resistenza.
Ha vinto il NO al tentativo di
mettere in discussione l’autonomia della magistratura, cardine della nostra
democrazia costituzionale.
È un voto contro la corruzione,
le mafie, la demagogia razzista e forcaiola.
È ora di smetterla con i
tentativi di stravolgere la Costituzione a colpi di maggioranza. Si mettano il
cuore in pace: il popolo Italiano è un geloso custode della propria
Costituzione
Escono sconfitti Giorgia Meloni e
gli eredi di Almirante, Licio Gelli e Berlusconi.
Siamo di fronte al fallimento di
Giorgia Meloni, principale vassalla di Trump in Europa, che non ha affrontato
nessun problema del popolo italiano ma si è messa al servizio dei soliti gruppi
di potere e privilegio.
Escono battute le destre, quella
fascioleghista e berlusconiana e quella che per troppo tempo ha egemonizzato il
centrosinistra.
Il risultato clamoroso dimostra
che l’attuazione della Costituzione è la base su cui va costruito un fronte
unitario che sconfigga la destra alle prossime politiche, mandi a casa Giorgia
Meloni e impedisca alla destra di fare altri danni.
Si può vincere senza Calenda, la
Picierno, Minniti e tutta quella che hanno cercato di spacciare come sinistra
per il SI, il Foglio e il Corriere della Sera.
Tanti giovani hanno contribuito a
questa vittoria dopo aver contestato la complicità col genocidio.
Invitiamo tutto il popolo della
Costituzione a partecipare sabato 28 marzo a Roma alla manifestazione nazionale
NO KINGS contro il riarmo e la guerra che si svolgerà in contemporanea con gli
Stati Uniti e altre capitali europee.
domenica 22 marzo 2026
mercoledì 18 marzo 2026
VOTIAMO NO AL REFERENDUM DI MODIFICA COSTITUZIONALE SULLA GIUSTIZIA
PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA - FEDERAZIONE DI VARESE
venerdì 6 febbraio 2026
CONTRO LE OLIMPIADI DEL LUSSO E DELLA REPRESSIONE- MOBILITAZIONI DEL 6 E 7 FEBBRAIO
Venerdì 6 febbraio – ore 17
Sabato 7 febbraio – ore 14.20SUI FATTI DI TORINO
Qui di seguito la dichiarazione integrale di Nicola Rossiello, segretario generale del sindacato lavoratori di polizia. «La narrazione del Ministro Piantedosi sui fatti di Torino appare totalmente rovesciata rispetto alla realtà che noi, come operatori e sindacato sul campo, riscontriamo. Sostenere che i manifestanti abbiano fornito copertura ai violenti significa non rendere giustizia alla verità e mancare di rispetto a chi esercita un diritto costituzionale. La realtà è l’esatta opposto: sono i violenti che si affiancano ai manifestanti per sfruttare la piazza. Confondere le responsabilità è un errore logico e sociale pericoloso: è come accusare i proprietari di casa di aver favorito i ladri che vi hanno fatto irruzione, o ritenere i tifosi responsabili dei criminali che si infiltrano allo stadio per aggredire gli spettatori. Chi scende in piazza pacificamente deve avere la garanzia che lo Stato sia in grado di isolare chi si infiltra per inquinare il dissenso. Chi sceglie di portare avanti una narrazione così distorta non rispetta la realtà dei fatti e ignora le difficoltà operative delle lavoratrici e dei lavoratori di polizia. Ribadiamo che la sicurezza non si fa colpevolizzando i cittadini, ma con strategie di intelligence e prevenzione, capaci di distinguere tra diritto al dissenso e atti delinquenziali inaccettabili. Ribaltare i fatti non aiuta l'ordine pubblico, serve solo a scaricare sulle Forze dell'Ordine il peso di una gestione politica della piazza che ha fallito nel proteggere sia chi manifesta che chi lavora in divisa».



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