Venerdì 6 febbraio – ore 17
Sabato 7 febbraio – ore 14.20
Venerdì 6 febbraio – ore 17
Sabato 7 febbraio – ore 14.20Qui di seguito la dichiarazione integrale di Nicola Rossiello, segretario generale del sindacato lavoratori di polizia. «La narrazione del Ministro Piantedosi sui fatti di Torino appare totalmente rovesciata rispetto alla realtà che noi, come operatori e sindacato sul campo, riscontriamo. Sostenere che i manifestanti abbiano fornito copertura ai violenti significa non rendere giustizia alla verità e mancare di rispetto a chi esercita un diritto costituzionale. La realtà è l’esatta opposto: sono i violenti che si affiancano ai manifestanti per sfruttare la piazza. Confondere le responsabilità è un errore logico e sociale pericoloso: è come accusare i proprietari di casa di aver favorito i ladri che vi hanno fatto irruzione, o ritenere i tifosi responsabili dei criminali che si infiltrano allo stadio per aggredire gli spettatori. Chi scende in piazza pacificamente deve avere la garanzia che lo Stato sia in grado di isolare chi si infiltra per inquinare il dissenso. Chi sceglie di portare avanti una narrazione così distorta non rispetta la realtà dei fatti e ignora le difficoltà operative delle lavoratrici e dei lavoratori di polizia. Ribadiamo che la sicurezza non si fa colpevolizzando i cittadini, ma con strategie di intelligence e prevenzione, capaci di distinguere tra diritto al dissenso e atti delinquenziali inaccettabili. Ribaltare i fatti non aiuta l'ordine pubblico, serve solo a scaricare sulle Forze dell'Ordine il peso di una gestione politica della piazza che ha fallito nel proteggere sia chi manifesta che chi lavora in divisa».
Cosi dichiarano Matteo Prencipe, Segretario Regionale lombardo, e Nadia Rosa, Segretaria Provinciale milanese del Partito della Rifondazione Comunista.
sono stati predisposti una serie di materiali di Partito per il NO al Referendum previsto il 22-23 marzo 2026.
In allegato trovate:
n. 1 file (pdf) per la stampa manifesto 70x100
n. 1 file per volantino “base” fronte e retro-colore
n. 1 file per volantino “base” fronte e retro-B/N
n. 1 file per volantino “base” fronte e retro-colore - con logo GC
n. 1 file per volantino “base” fronte e retro-B/N - con logo GC
n. 3 file di diverso tipo per articolare la comunicazione
Qui potete scaricare tutti i file:
RIFONDAZIONE COMUNISTA: "CASAPOUND ALLA CAMERA È UN FATTO GRAVISSIMO. SCIOGLIERE LE ORGANIZZAZIONI NEOFASCISTE, APPLICARE LA COSTITUZIONE"
L’aggressione militare voluta da Trump è un crimine, l’ennesima violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite, che ha come unico obiettivo le risorse petrolifere di quel paese.
E’ stato dichiarato in maniera ipocrita che si tratta di una operazione compiuta per ristabilire la democrazia e il rispetto dei diritti umani in Venezuela, e contro il narcotraffico; ma è’ assolutamente falso: ricordiamo infatti che il presidente USA Trump, che ha ordinato questa operazione, è lo stesso presidente che sostiene politicamente il primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu, verso cui la Corte Penale Internazionale ha emesso un mandato di cattura per crimini di guerra e crimini contro l’umanità per il genocidio in corso in Palestina; è lo stesso presidente che sostiene politicamente il principe saudita Bin Salman, che guida insieme al padre un governo autoritario che reprime i dissidenti politici attraverso metodi che includono l'incarcerazione e la tortura, ed è accusato in un rapporto ONU del 2019 di essere il mandante dell’omicidio del giornalista Jamal Khashoggi; ed è lo stesso presidente che nel dicembre 2025 ha graziato Juan Orlando Hernández, ex presidente dell’Honduras, condannato a 45 anni di carcere da un tribunale federale statunitense per traffico di cocaina e corruzione nei confronti del cartello di El Chapo.
In realtà si tratta di una aggressione imperialista volta al saccheggio delle risorse (petrolio soprattutto) di un altro paese, come confermato pubblicamente dal governo statunitense dall’intenzione di fare gestire le risorse petrolifere venezuelane dalle major americane; in questo caso non si può escludere che una forza militare di invasione possa cercare di prendere il controllo dei pozzi e delle infrastrutture petrolifere nelle zone di maggior produzione, non avendo la possibilità di occupare militarmente l’intero paese come successo in Iraq.
In questa ottica è sconcertante anche il servilismo del governo italiano e delle istituzioni europee che non considerano la gravità delle azioni compiute dagli USA: ci piacerebbe sapere che differenza trovano tra quanto accade in Ucraina e quanto accade in Venezuela, perché non chiedono che come la Russia anche gli USA siano esclusi dalle competizioni sportive internazionali, perché non chiedono che come Putin anche Trump compaia alla sbarra degli imputati della Corte Penale Internazionale.
Noi saremo sempre dalla parte giusta della storia, al fianco del popolo venezuelano e di tutti i popoli che in Sud America e nel mondo sono un esempio di dignità e resistenza contro il dominio e lo sfruttamento da parte dei più forti; sosteniamo la giustizia e il diritto internazionale contro l’arroganza e la violenza di chi adotta invece la “legge della giungla” e la “legge del più forte”.
Partito della Rifondazione Comunista – Federazione di Varese
Associazione Il Quadrifoglio di Busto Arsizio
Comitato Antifascista di Busto Arsizio
Lo spazio presso cui si è tenuto, una tensostruttura della Pro Loco di Lonate, sarebbe stato concesso loro senza che il Consiglio Direttivo della stessa Pro Loco ne fosse informato. Il Partito della Rifondazione Comunista trova assolutamente grave ed inaccettabile che uno spazio pubblico sia concesso a formazioni volte a diffondere intolleranza e odio, razziale e di genere, assolutamente contrari ai principi sanciti nella Costituzione e non ammette che si possa tollerare quanto accaduto adducendo il carattere “riservato” o “privato” che avrebbe avuto l’iniziativa. Purtroppo, assistiamo ormai sempre più di frequente a “raduni” di organizzazioni nazifasciste in provincia di Varese, talvolta sotto forma di iniziative di piazza per la promozione della sicurezza, talvolta come concerti, persino sotto forma di Summit, come accaduto a Gallarate il 17 maggio scorso.
Il nostro auspicio è che ci sia una maggiore attenzione da parte delle istituzioni verso queste iniziative e interventi per contrastarle. È inammissibile che gruppi ed organizzazioni di estrema destra possano esprimersi con estrema tranquillità, provocare ed istigare al razzismo alla violenza ed all’omofobia come se si trattasse di legittime opinioni e non di reati! Esprimiamo la nostra gratitudine alla Consigliera di Lonate Nadia Rosa che ha segnalato quanto accaduto e vicinanza alla consigliera della Pro Loco Melissa Derisi che ha presentato le proprie dimissioni dal Consiglio direttivo della Pro Loco stessa che, concedendo lo spazio senza neppure consultare il Consiglio, si sarebbe resa responsabile del grave fatto. Per il PRC è però fondamentale lavorare verso la mobilitazione e la cooperazione di tutte le forze antifasciste del territorio attraverso la creazione di una Consulta Provinciale Antifascista che renda coscienti i cittadini dei pericoli che corre attualmente la democrazia a causa del proliferare della presenza organizzata di gruppi nazifascisti da una parte e dall'altra dalle azioni governative volte a ridurre gli spazi di discussione dissenso e ridurre il normale conflitto sociale ad un problema di ordine pubblico. Sarà nostro compito, prossimamente, impegnarci al meglio in questa direzione.
PARTITO DELLA RIFONDAZIONE
COMUNISTA - FEDERAZIONE DI VARESE
La riforma della
giustizia non interviene per rendere giustizia ai cittadini, costretti ad
attendere anni e ad affrontare costi per avvocati che solo i ricchi si possono
permettere.
Punta invece a subordinare la magistratura al governo di turno per garantire l’impunità dei potenti e dei politici corrotti e collusi con la criminalità.
Vediamo come:
La
nuova legge riguarda la “Separazione delle carriere dei magistrati”: è una
questione così importante?
In
realtà no: con le norme attualmente in
vigore, negli ultimi 5 anni solo l’1% dei magistrati ha scelto di cambiare
carriera; quindi la separazione delle carriere di fatto esiste già e la nuova
legge costituzionale appare inutile sotto questo aspetto.
La
nuova legge serve quindi per accelerare i tempi della giustizia?
Assolutamente no: i tempi di attesa nei processi si ridurrebbero aumentando gli organici e le risorse a disposizione della magistratura, razionalizzando processi burocratici obsoleti, ma la separazione delle carriere non inciderebbe su nessuno di questi aspetti (infatti non incide nell’attuale sistema dove, come detto sopra, la separazione delle carriere di fatto esiste già)
La
nuova legge parla espressamente di “Separazione delle carriere dei magistrati”:
ma è questa la vera storia?
In realtà no: se consideriamo bene il testo della riforma della giustizia ci sono aspetti molto più importanti di cui quasi nessuno parla; consideriamoli in sintesi:
Ø Riforma del CSM, il Consiglio Superiore della
Magistratura: è l’organo di
autogoverno dei giudici, e fu pensato dai padri costituenti per garantire
l’indipendenza dei giudici dal potere politico, e assicurare che la legge fosse
davvero uguale per tutti.
Oggi i membri del CSM sono scelti tramite elezioni, con una compente di magistrati eletti dai magistrati stessi e una componente “laica” composta da avvocati e professori universitari eletti dal parlamento.
Con la
riforma si vuole introdurre un sistema basato non sulle elezioni ma sul
sorteggio; apparentemente il
sorteggio può apparire un sistema più giusto, trasparente, imparziale.
Ma attenzione! Non ci sarà infatti solo un sorteggio, ma due, e completamente diversi! Per i magistrati sarà un sorteggio puro, con i futuri membri scelti a caso; i membri laici invece saranno estratti da una lista ristretta, preselezionata dalla maggioranza politica del momento.
Quindi la magistratura sarà diretta da un lato da
magistrati finiti lì per caso e senza un progetto comune, dall’altro da un
gruppo compatto e omogeneo
che risponde direttamente ad una logica politica; il timore, fondato, è questo secondo gruppo, forte della sua
compattezza e omogeneità, possa orientare le decisioni più importanti del
Consiglio minando l’autonomia della magistratura.
Ø Creazione del giudice dei giudici: l’Alta Corte
Disciplinare; fino ad
oggi i procedimenti disciplinari verso i giudici venivano gestiti dal CSM; con
la riforma si vuole affidare questa funzione ad un nuovo organo, l’Alta Corte
Disciplinare.
Ma
attenzione! La riforma dice che il nuovo organo giudicante dovrà garantire la
rappresentanza dei magistrati, ma non dice in che numero e in che proporzione, neppure
se debbano essere la maggioranza: lascia la porta aperta ad una futura
legge ordinaria che deciderà come vuole. Il
timore, fondato, è che una legge futura possa creare collegi giudicanti a
maggioranza politica dove i magistrati sono una minoranza, usando quindi la
disciplina come intimidazione.
Inoltre un magistrato, se sanzionato, potrà fare ricorso solo alla stessa Corte Disciplinare; non quindi ad un organo imparziale ma allo stesso organo che lo ha sanzionato.
DALLA TEORIA ALLA PRATICA
Consideriamo il caso pratico di un giudice che si trova sul tavolo un fascicolo ‘che scotta’, che tocca interessi politici potenti, e sa che sopra la sua testa c’è un sistema disciplinare che, per come è congegnato, potrebbe essere influenzato dalla politica: il giudice si sentirà libero e sereno nel decidere o quella spada di Damocle finirà per condizionarlo?
QUESTA RIFORMA FINIRA’ QUINDI PER RENDERE IL SISTEMA
PIU EFFICIENTE O PER GARANTIRE IMPUNITA’ AI POTENTI E AI POLITICI CORROTTI?
PER
QUESTO AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA VOTO NO
Si può firmare solo sulla piattaforma on line. Questo il
link:
https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/5400034
È importante raccogliere 500.000 firme sulla piattaforma on line entro e non oltre il 30 gennaio 2026.
Siamo schierati per il NO con la nostra visione garantista
di una giustizia orientata dai principi della Costituzione antifascista.
Una vittoria del SÌ nel referendum consentirà di rilanciare
il disegno reazionario della destra contro la democrazia costituzionale, dal
premierato all'autonomia differenziata che, nonostante la sentenza della Corte
costituzionale, sta andando avanti con le pre-intese che Calderoli ha stretto con
varie regioni.
PERCHÉ È IMPORTANTE
FIRMARE
1) Il governo Meloni, con la consueta tracotanza, vuole
imporre una data ravvicinata nel mese di marzo per la convocazione dei
referendum al fine di non perdere il vantaggio che per ora gli attribuiscono i
sondaggi.
Il successo della raccolta firme potrebbe imporre uno
slittamento e consentire un ampio dibattito nel paese su un tema complesso.
2) Il quesito che hanno depositato i deputati della destra è
ingannevole perché non dice che si modifica la Costituzione.
Invece il testo presentato con la raccolta firme è più
chiaro:
"Approvate il testo della legge costituzionale
concernente "Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di
istituzione della Corte disciplinare" approvato dal Parlamento e
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025, con la quale
vengono modificati gli artt. 87 comma 10, 102 comma 1, 104, 105, 106 comma 3,
107 comma 1 e 110 comma 1 della Costituzione?"
Rifondazione Comunista invita tutte le antifasciste e gli antifascisti a firmare e a fare firmare.
Maurizio Acerbo, Segretario nazionale e Gianluca Schiavon,
responsabile Giustizia del Partito della Rifondazione Comunista
La separazione delle carriere dei magistrati metterà i Pubblici Ministeri alle dipendenze del Governo perché non perseguano penalmente Sindaci, assessori, Presidenti di Regione, parlamentari e loro congiunti o amici quando commettono reati.
Saremo chiamati, nella prossima primavera, ad un referendum per approvare, o
meno, una controriforma della Giustizia, approvata recentemente senza alcuna
possibilità di discussione in Parlamento. Prendere o lasciare, Sì o No. Un
Parlamento umiliato! Sta, in realtà, diventando una tradizione, di fatto
anticostituzionale, il trasformare il Parlamento in ufficio notarile di volontà
maturate altrove. È una deriva da respingere, da interrompere. Parlamento ai margini,
Governo al centro, Magistratura ai margini. Era nel programma di governo del
centrodestra. E siamo in dirittura d’arrivo.
La
controriforma intende togliere alla Magistratura la sua autonomia e
indipendenza, che la nostra Carta sancisce in modo rigoroso. Solo se i poteri
-legislativo, esecutivo, giudiziario- sono
autonomi, una democrazia può considerarsi non autoritaria. A chi giova
una Magistratura controllata e guidata dal governo, qualunque sia il colore di
turno? A chi giova un Presidente della Repubblica indebolito, marginalizzato,
che non risponde più esclusivamente alla Costituzione, come vollero nel 1948 i
Padri Costituenti, che da una dittatura erano appena usciti?
Giova
a chi ha una concezione verticale del potere, e non giova alla cittadinanza. La
cittadinanza aspetta, a ragione, tempi di giustizia ragionevoli, possibilmente
veloci. Non altro. Ma la controriforma di Nordio non serve per nulla a
risolvere tempi lunghi dovuti a insufficienza di personale e di mezzi, come
l’ANM denuncia da tempo. Serve a chi
alla Magistratura vuole dare ordini. Come voleva Gelli, nel suo Piano di
rinascita. Quale rinascita? La rinascita
di una Italia estranea ai valori costituzionali di uguaglianza, di giustizia e
di libertà.
Possiamo,
se vogliamo, noi cittadine e cittadini, impedire questo scempio costituzionale.
La
Magistratura ha già dato vita a un proprio autonomo Comitato referendario per
il NO; È nato a Roma il Comitato Civico
Nazionale per il NO al Referendum sulla Giustizia, occorre fondare un Comitato
referendario varesino, espressione della ricchezza di impegno civico attivo e
plurale della società civile.
Intendiamo assicurare, fin d’ora, la nostra partecipazione a sostegno di ogni azione, culturale e associativa, che si impegni per un chiaro NO al referendum della prossima primavera.
Ci impegniamo a sostenere un lavoro di informazione, discussione, approfondimento, in modo capillare, ovunque sia possibile.
Partito della Rifondazione Comunista – Federazione di Varese
PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA - FEDERAZIONE DI VARESE