domenica 19 aprile 2026

Il dibattito con il professor d’Orsi a Varese

Rispondiamo brevemente all'articolo apparso su Varese News il 15 aprile circa l'iniziativa organizzata al Circolo di Belforte sul tema ”Democrazia in tempo di Guerra”, ospite il Professor D'Orsi, considerato dall'autore dell'articolo diffusore di propaganda putiniana. L'accusa è evidentemente rivolta a tutti coloro che hanno aderito all'iniziativa, quindi direttamente anche al PRC, oltre che ad Un'Altra Storia di Varese che l'ha organizzata. L'iniziativa ha avuto per noi un scopo ben preciso, ovvero portare a Varese una voce differente da quelle più diffuse, che aiutasse a comprendere come in alcuni momenti storici anche nelle società democratiche la narrazione dei fatti sia spesso oggetto di distorsione e censura, con particolare evidenza nel conflitto in atto tra Ucraina e Russia e sulle posizioni che Italia ed Europa hanno nei confronti della Russia e della guerra in generale. Sotto questo aspetto la conferenza del professor D'Orsi è stata illuminante, avendo fatto emergere avvenimenti spesso dimenticati o sottaciuti quali la tragica vicenda dei massacri compiuti nel Donbass, prima da Poroshenko e proseguiti poi da Zelensky, la strage di Odessa del 2014, la sospensione dei partiti politici d'opposizione e la chiusura dei giornali non allineati avvenuta sotto il governo di Zelensky. Ancor più interessanti le considerazioni sul ruolo che la Nato ha giocato nell'innescare il conflitto. Il professore ha poi proseguito con considerazioni da noi pienamente condivise, ovvero che la nostra costituzione RIPUDIA LA GUERRA, come l'aumento delle spese militari comporti una preoccupante riduzione dello stato sociale, e renda la guerra decisamente più probabile e cosa non meno importante che, nella narrazione politica dominate, venga ormai presentata come qualcosa che può accadere. Rivendichiamo l'idea di aver sostenuto l'iniziativa che non ci qualifica quali sostenitori di Putin per il solo fatto di aver offerto un'analisi più puntuale ed accurata di quanto sta accadendo. Purtroppo al termine della conferenza alcuni provocatori hanno accusato D'Orsi di sostenere apertamente Putin non denunciandone i crimini e sottolineando come il suo fosse stato un comizio a sostegno dell'invasione dell'Ucraina, spingendosi quasi ad aggredirlo fisicamente. L'episodio increscioso si è risolto fortunatamente in una gran confusione, poco apprezzabile, ma nulla di più, vista anche la differenza numerica tra i partecipanti ed i provocatori.

 

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA – FEDERAZIONE DI VARESE

lunedì 13 aprile 2026

MANIFESTIAMO IL NOSTRO DISSENSO CONTRO OGNI GUERRA, CONTRO OGNI REPRESSIONE, CONTRO LA CANCELLAZIONE DEI DIRITTI E LA REPRESSIONE DEL DISSENSO

 

Segnaliamo due importanti iniziative che si terranno a Busto Arsizio e a Varese alla fine della settimana. Sabato 18, alle 15.00, a Busto Arsizio in piazza Garibaldi Assemblea Contro la Guerra del Varesotto invita a scendere in piazza contro lo sterminio dei popoli del Medio Oriente da parte di Israele e Stati Uniti, contro il genocidio del popolo palestinese e denunciare la complicità dell’Italia nei conflitti in corso. La stessa iniziativa segnala come da tempo sia in atto una politica della repressione del dissenso nel nostro paese, volta a colpire chi organizza manifestazioni e compie azioni contro chi, in nome dell’interesse economico particolare, trascina interi popoli verso la guerra, la povertà e la distruzione. Domenica 19 aprile a Varese, alle 15.00, presso Giardini Estensi una serie di associazioni attive sul territorio chiama i cittadini a partecipare ad un corteo contro la guerra, l’economia di guerra e la militarizzazione che, oltre a provocare distruzioni e massacri, incidono pesantemente sulla nostra economia, facendo aumentare i prezzi e tagliando drammaticamente lo stato sociale.  Rifondazione Comunista pur non partecipando all’organizzazione delle due iniziative ne riconosce il valore condividendo appieno le parole d’ordine che informano le iniziative ed inviata a partecipare numerosi alle due piazze. Il nostro partito da sempre si è schierato CONTRO OGNI GUERRA, CONTRO L’ECONOMIA DI GUERRA E CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLA SOCIETA’. Da sempre il PRC segnala come l’aumento delle spese militari comporti la drammatica riduzione degli investimenti nello stato sociale e renda meno sicura la società. Maggiori investimenti nel settore bellico spostano inevitabilmente verso l’economia di guerra che rende la guerra un pericolo reale ed imminente, ad un certo punto addirittura inevitabile. I costi di questa scelta politica favoriscono fortemente gli interessi di pochi e gravano pesantemente sulla gran parte dei cittadini che vedono contrarsi i propri diritti. La spinta verso la normalizzazione della guerra ed il taglio dei diritti sta determinando inoltre una pesante politica della repressione del dissenso che, oltre a colpire attraverso le nuove disposizioni di legge molti attivisti, arriva a situazioni a dir poco paradossali, come la presentazione di un progetto di legge ed equipara antisionismo ed antisemitismo, ovvero una legittima contestazione alla politica guerrafondaia e razzista dello stato di Israele ad un vero e proprio crimine contro l’umanità. La grande partecipazione ai cortei a sostegno del popolo palestinese dello scorso anno e agli scioperi dell’ottobre 2025 ci dicono che nel paese è presente potenzialmente una grande forza di opposizione alla linea politica neoliberista, guerrafondaia e genocidaria in corso: c’è una gran parte della società che pensa che ci sia un’altra via da percorrere che non sia quella del progressivo taglio dei diritti e della limitazione della liberà!

SABATO 18 SCENDIAMO TUTTI IN PIAZZA, A VARESE O A BUSTO CHE SIA, MANIFESTIAMO IL NOSTRO DISSENSO CONTRO OGNI GUERRA, CONTRO OGNI REPRESSIONE, CONTRO LA CANCELLAZIONE DEI DIRITTI E LA REPRESSIONE DEL DISSENSO


PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA - FEDERAZIONE DI VARESE

NO ALLA RIFORMA DEGLI ISTITUTI TECNICI

 

La riforma degli istituti tecnici rappresenta un passo indietro per la scuola pubblica e per la qualità della formazione degli studenti. Dietro la retorica dell’“aggiornamento” e della “modernizzazione” si nasconde in realtà un insieme di tagli e riduzioni che rischiano di indebolire profondamente questi percorsi di studio.

1. Riduzione dell’offerta culturale e professionale
La revisione dei quadri orari non rappresenta un aggiornamento dei percorsi, ma un ridimensionamento di numerosi insegnamenti fondamentali. La diminuzione di ore in diverse discipline (es. geografia, arte, disegno tecnico, informatica, economia aziendale, seconda lingua UE) impoverisce il curricolo e limita la varietà delle competenze che gli studenti possono acquisire.

2. Accorpamento delle scienze e perdita di approfondimento disciplinare
L’introduzione di un unico insegnamento di area scientifica nel biennio rischia di appiattire ambiti di studio differenti. Fisica, chimica, biologia e scienze della Terra hanno metodi e contenuti specifici che difficilmente possono essere trattati in modo adeguato all’interno di una sola disciplina.

3. Meno tempo scuola proprio nell’anno conclusivo
La riduzione dell’orario settimanale in quinta comporta un ulteriore taglio al tempo dedicato alla formazione degli studenti. L’ultimo anno dovrebbe rappresentare il momento di maggiore consolidamento e preparazione, non una fase di riduzione delle opportunità di apprendimento.

4. Una redistribuzione delle ore che non migliora la qualità dell’insegnamento
La riforma interviene principalmente spostando o riducendo ore tra le discipline, senza introdurre un reale rafforzamento dei percorsi formativi. Il risultato è una riorganizzazione formale che non affronta i problemi strutturali della scuola tecnica.

5. Conseguenze negative sugli organici dei docenti
Il ridimensionamento di alcune materie incide direttamente sulla distribuzione delle cattedre e crea squilibri tra le diverse classi di concorso. Questa scelta rischia di ridurre gli spazi di insegnamento per discipline storicamente presenti negli istituti tecnici.

6. Un cambiamento calato dall’alto
Una trasformazione così rilevante dell’ordinamento scolastico è stata definita senza un confronto reale con chi lavora quotidianamente nelle scuole. Docenti e istituti sono stati sostanzialmente esclusi dal processo di elaborazione della riforma.

7. Tempistiche che generano incertezza nelle scuole
L’introduzione delle nuove disposizioni mentre sono già concluse le iscrizioni e in corso la definizione degli organici crea difficoltà organizzative e rende complessa la programmazione didattica per l’anno successivo.

8. Un indebolimento complessivo degli istituti tecnici
Nel loro insieme, le modifiche previste riducono il peso di numerose discipline e comprimono il tempo dedicato alla formazione. Il rischio concreto è un progressivo impoverimento della qualità dei percorsi tecnici e della preparazione degli studenti.

 

Per tutte queste ragioni riteniamo che questa riforma non rafforzi gli istituti tecnici, ma rischi di indebolirli. La scuola tecnica ha bisogno di investimenti, di tempo scuola e di valorizzazione delle discipline, non di riduzioni e accorpamenti.
Chiediamo quindi che il progetto di riforma venga rivisto attraverso un vero confronto con il mondo della scuola, con l’obiettivo di costruire percorsi tecnici solidi, equilibrati e capaci di garantire agli studenti una formazione completa e di qualità.

Invitiamo tutti coloro che hanno a cuore il futuro dei nostri figli e dei nostri educatori a firmare questa petizione. Agite ora per fermare questa riforma e proteggere la qualità dell'istruzione tecnica in Italia

Firma la petizione all'indirizzo: https://c.org/MDtB7WHRBj

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Comitato Precari Uniti per la ScuolaPromotore della petizione

domenica 12 aprile 2026

RIFONDAZIONE COMUNISTA PER LA SANITA' PUBBLICA

 

 Rifondazione Comunista ha partecipato al riuscitissimo, partecipatissimo e colorato corteo di sabato 11 aprile che ha visto sfilare 10.000 persone da Palazzo Lombardia fino a piazza XXV Aprile.

Ridurre le liste di attesa. Fermare la spinta verso il privato, rafforzare la sanità territoriale garantendo pari accesso alle cure. Sono le richieste dei partecipanti: cittadini, operatori sanitari, sindacati e associazioni. Tutti e tutte hanno sfilato. Mentre tra i cartelli, i messaggi sono stati chiari: "Basta tagli alla sanità", "No alle cure in base al reddito" e " la salute non è una merce".

 La manifestazione, promossa da un ampio cartello che riunisce i partiti di centrosinistra - Pd, M5s, Avs, Prc - la Cgil e realtà civiche, ha puntato il dito contro le lunghe liste d'attesa e il crescente peso del privato. "In Lombardia curarsi è sempre più difficile", la denuncia condivisa dal corteo che ha chiesto investimenti nella sanità pubblica, nel personale e nella medicina territoriale.

 Dobbiamo cambiare il paradigma in cui il privato sceglie le prestazioni più remunerative, il pubblico no. E chi non può pagare aspetta.

 Diciamo no ad un sistema che "seleziona i cittadini in base al reddito"; stanno distruggendo “scientificamente” e totalmente il Servizio Sanitario Nazionale: curarsi dipende sempre più dal portafoglio, perché la Regione ha approvato una nuova delibera (super-intramoenia) che crea un canale di accesso privilegiato al Servizio Sanitario per chi ha l’assicurazione, mutue o fondi finanziari. Per tutti gli altri liste d’attesa sempre più lunghe. La situazione della RSA è sotto gli occhi di tutti.

 Nel settore sanitario lavoratrici e lavoratori sono costretti a lavorare in condizioni difficilissime e con dei contratti di categoria spesso scaduti da anni. In questo contesto a rimetterci rischiano di essere i più fragili anziani e malati.

 Il rientro dalla manifestazione è stato difficoltoso: per un guasto a Bovisa molti treni sono stati cancellati o hanno subito pesanti ritardi. Segno che decenni di poteri del centrodestra in Lombardia hanno distrutto non solo la sanità ma anche i trasporti pubblici

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA - FEDERAZIONE DI VARESE

sabato 11 aprile 2026

Il cordoglio di Rifondazione Comunista per la morte di Maria Pellegatta

 Si è spenta Maria Agostina Pellegatta, storica figura della sinistra varesina e cassanese, nata a Cassano Magnago il 18 settembre 1938. Aveva 87 anni. La notizia della sua scomparsa si è diffusa venerdì 10 aprile.

 Parlamentare di lungo corso, prima nel Pci, poi nei partiti eredi della tradizione comunista, è scomparsa a 87 anni di età.


Rimasta attiva sul piano culturale anche in età avanzata, Pellegatta aveva continuato a coltivare la memoria storica della sinistra italiana

Insegnante di professione, Pellegatta aveva intrecciato fin da giovane la propria vita con quella del Partito Comunista Italiano, diventando un punto di riferimento per il movimento operaio e progressista del territorio. La sua carriera parlamentare prese avvio con la VI legislatura della Repubblica, quando fu eletta deputata alla Camera nel 1972: in quell’incarico sedette nella Commissione Istruzione e Belle Arti, di cui fu anche segretaria, occupandosi tra l’altro di temi legati all’istruzione speciale e all’integrazione degli studenti con disabilità sensoriali. Rieletta nella VII legislatura, rimase a Montecitorio fino al 1979.

Dopo la svolta della Bolognina e lo scioglimento del PCI, Pellegatta non abbandonò le proprie convinzioni: aderì a Rifondazione Comunista, con cui si candidò alle elezioni europee del 1994 nella circoscrizione Italia Nord-Occidentale, raccogliendo circa 2.500 preferenze senza risultare eletta.

Il ritorno in Parlamento arrivò nel 2006, quando fu eletta senatrice in Lombardia nelle file del Partito dei Comunisti Italiani, nell’ambito della coalizione di centrosinistra guidata da Romano Prodi. Nella XV legislatura fece parte della Commissione parlamentare antimafia — di cui divenne capogruppo — della Commissione per l’infanzia e delle delegazioni italiane presso il Consiglio d’Europa e l’Assemblea dell’Unione dell’Europa Occidentale.

Rimasta attiva sul piano culturale anche
in età avanzata, Pellegatta aveva continuato a coltivare la memoria storica della sinistra italiana. Nel 2020 VareseNews l’aveva incontrata nella sua casa di Cassano Magnago, dove stava lavorando a un libro e a un documentario sulla Svolta di Salerno del 1944, partendo da un vecchio disco a 33 giri con un discorso di Togliatti. Si era definita orgogliosamente «togliattiana» e non aveva mai rinnegato le proprie radici politiche.

mercoledì 25 marzo 2026

L'ITALIA ANTIFASCISTA HA SALVATO LA COSTITUZIONE ITALIANA

 

Viva l’Italia antifascista che, con una straordinaria partecipazione popolare, ancora una volta ha salvato la Costituzione nata dalla Resistenza.

Ha vinto il NO al tentativo di mettere in discussione l’autonomia della magistratura, cardine della nostra democrazia costituzionale.

È un voto contro la corruzione, le mafie, la demagogia razzista e forcaiola.

È ora di smetterla con i tentativi di stravolgere la Costituzione a colpi di maggioranza. Si mettano il cuore in pace: il popolo Italiano è un geloso custode della propria Costituzione

Escono sconfitti Giorgia Meloni e gli eredi di Almirante, Licio Gelli e Berlusconi.

Siamo di fronte al fallimento di Giorgia Meloni, principale vassalla di Trump in Europa, che non ha affrontato nessun problema del popolo italiano ma si è messa al servizio dei soliti gruppi di potere e privilegio.

Escono battute le destre, quella fascioleghista e berlusconiana e quella che per troppo tempo ha egemonizzato il centrosinistra.

Il risultato clamoroso dimostra che l’attuazione della Costituzione è la base su cui va costruito un fronte unitario che sconfigga la destra alle prossime politiche, mandi a casa Giorgia Meloni e impedisca alla destra di fare altri danni.

Si può vincere senza Calenda, la Picierno, Minniti e tutta quella che hanno cercato di spacciare come sinistra per il SI, il Foglio e il Corriere della Sera.

Tanti giovani hanno contribuito a questa vittoria dopo aver contestato la complicità col genocidio.

Invitiamo tutto il popolo della Costituzione a partecipare sabato 28 marzo a Roma alla manifestazione nazionale NO KINGS contro il riarmo e la guerra che si svolgerà in contemporanea con gli Stati Uniti e altre capitali europee.

 PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA – FEDERAZIONE DI VARESE

mercoledì 18 marzo 2026

VOTIAMO NO AL REFERENDUM DI MODIFICA COSTITUZIONALE SULLA GIUSTIZIA

Il 22 ed il 23 marzo tutti i cittadini sono chiamati a decidere sul “disegno di legge costituzionale sulla giustizia” già approvato dalle camere, respingendolo o meno.

Sappiamo che la separazione delle carriere di fatto esiste già e la nuova legge costituzionale appare inutile sotto questo aspetto (con le norme attualmente in vigore, negli ultimi 5 anni solo lo 0,4% dei magistrati ha scelto di cambiare carriera) e che la riforma proposta non porta nessun miglioramento sui tempi ordinari per la somministrazione della giustizia perché non riguarda nessuno di questi aspetti.

Il disegno, che di fatto interessa peculiarmente la Magistratura e non la Giustizia in senso più ampio, attraverso la creazione di due Consigli Superiori della Magistratura in luogo di uno ed un'Alta Corte con potere disciplinare, mira al cuore di uno dei principi fondamentali sanciti dalla nostra Costituzione: L'INDIPENDENZA E L'AUTONOMIA DELLA MAGISTRATURA. La composizione dei tre nuovi organi (con il relativo triplicarsi dei costi che ricadranno su tutti i cittadini) sarà infatti, decisa in parte attraverso un sorteggio puro, in parte attraverso un sorteggio “truccato”, ovvero sorteggiando tra soggetti già eletti dal parlamento e con modalità in parte ancora da definire attraverso leggi ordinarie. Ciò determinerà la possibilità del potere politico, attraverso i membri designati dalla politica, di interferire sull'attività della magistratura limitandone fortemente l'indipendenza. La nostra Costituzione garantisce invece l'indipendenza del potere giudiziario rispetto al potere politico ed economico. VOTIAMO NO affinché l'attività dei magistrati sia LIBERA DA OGNI INGERENZA, affinché i cittadini sia giudicati in base alle leggi e non in base alle direttive del potere politico che, attraverso questa riforma, potrà indirizzare l'amministrazione della giustizia in base ai propri disegni e piegandola ai propri fini.

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA - FEDERAZIONE DI VARESE

venerdì 6 febbraio 2026

CONTRO LE OLIMPIADI DEL LUSSO E DELLA REPRESSIONE- MOBILITAZIONI DEL 6 E 7 FEBBRAIO

Le Olimpiadi di Milano-Cortina hanno poco a che vedere con lo sport.

Sono un grande affare per pochi: cemento, speculazione, sfratti, zone rosse, militarizzazione delle città e uso di soldi pubblici mentre mancano casa, servizi e spazi sportivi popolari.
Gravissima anche la presenza di ICE, la polizia dell’immigrazione statunitense simbolo di deportazioni, repressione e violazione dei diritti umani.

Rifondazione Comunista sarà in piazza contro questo modello di Olimpiadi e di città,
per il diritto alla casa, ai diritti sociali, allo sport pubblico e popolare.

*Concentramento per le compagne e i compagni di Rifondazione Comunista*
Rifondazione sarà presente con bandiere e striscione in entrambe le mobilitazioni.

📍 Venerdì 6 febbraio – ore 17
Pre-concentramento Milano- Piazza Silenunte (davanti al mercato comunale)
insieme Rete 3 Luglio e Sindacati Inquilini, per poi recarci verso il concentramento unitario in
Piazzale Segesta – angolo Viale Isonzo

📍 Sabato 7 febbraio – ore 14.20
Milano Piazza Medaglie d’Oro (tra metro e McDonald’s)

No alle Olimpiadi del lusso e della repressione.
Fuori ICE da Milano. 

SUI FATTI DI TORINO

 Qui di seguito la dichiarazione integrale di Nicola Rossiello, segretario generale del sindacato lavoratori di polizia. «La narrazione del Ministro Piantedosi sui fatti di Torino appare totalmente rovesciata rispetto alla realtà che noi, come operatori e sindacato sul campo, riscontriamo. Sostenere che i manifestanti abbiano fornito copertura ai violenti significa non rendere giustizia alla verità e mancare di rispetto a chi esercita un diritto costituzionale. La realtà è l’esatta opposto: sono i violenti che si affiancano ai manifestanti per sfruttare la piazza. Confondere le responsabilità è un errore logico e sociale pericoloso: è come accusare i proprietari di casa di aver favorito i ladri che vi hanno fatto irruzione, o ritenere i tifosi responsabili dei criminali che si infiltrano allo stadio per aggredire gli spettatori. Chi scende in piazza pacificamente deve avere la garanzia che lo Stato sia in grado di isolare chi si infiltra per inquinare il dissenso. Chi sceglie di portare avanti una narrazione così distorta non rispetta la realtà dei fatti e ignora le difficoltà operative delle lavoratrici e dei lavoratori di polizia. Ribadiamo che la sicurezza non si fa colpevolizzando i cittadini, ma con strategie di intelligence e prevenzione, capaci di distinguere tra diritto al dissenso e atti delinquenziali inaccettabili. Ribaltare i fatti non aiuta l'ordine pubblico, serve solo a scaricare sulle Forze dell'Ordine il peso di una gestione politica della piazza che ha fallito nel proteggere sia chi manifesta che chi lavora in divisa».


Nicola Rossiello
È il segretario SILP CGIL PIEMONTE

10 FEBBRAIO GIORNO DEL RICORDO: NOI RICORDIAMO BENISSIMO


 

giovedì 29 gennaio 2026

Nasce a Saronno il Comitato “Giusto dire NO”: contro la riforma che mette a rischio la Costituzione

È stato costituito a Saronno il comitato “Giusto dire NO” del Saronnese, una rete che unisce associazioni, forze politiche, sindacali, sociali e semplici cittadini contrari alla proposta di riforma costituzionale che punta a modificare l’assetto della giustizia in Italia.
Al centro della contestazione c’è la preoccupazione che la riforma – così come proposta – vada a minare la separazione tra potere esecutivo, legislativo e giudiziario, uno dei capisaldi della Costituzione italiana. 

Il comitato, già operativo, ha iniziato a lavorare a una campagna di informazione e sensibilizzazione sul territorio. L’intento è chiaro: difendere i principi costituzionali e contrastare quella che viene vista come una deriva di assoggettamento della giustizia alla politica e al governo di turno. 

Iniziative in programma e punto di riferimento locale
Il comitato si riunisce ogni martedì alle 18.00 alla Camera del Lavoro di Saronno in via Maestri del Lavoro 2, e invita la cittadinanza a partecipare per informarsi, confrontarsi e contribuire alla campagna per il No. Per seguire le attività è attivo l’indirizzo email provinciavareseperilno@gmail.com, oltre al sito nazionale referendumgiustizia2026.it e al vademecum per il No diffuso da Sbilanciamoci.

Ampia la rete delle prime adesioni 
A sostenere il comitato saronnese ci sono già numerose realtà del territorio: CGIL, ANPI, Coop Casa del Partigiano, ATTAC, Partito Democratico (con le sezioni di Saronno, Caronno, Origgio, Cislago), Giovani Democratici del Saronnese, Movimento 5 Stelle, Rifondazione Comunista, Alleanza Verdi e Sinistra, Tu@Saronno.

Una mobilitazione che punta a coinvolgere attivamente la cittadinanza in vista della consultazione referendaria e che si fonda su un messaggio netto: la Costituzione va rispettata e attuata, non stravolta

mercoledì 28 gennaio 2026

RIFONDAZIONE COMUNISTA IN PIAZZA CONTRO LA BARBARIE DI TRUMP


Siamo al fianco del movimento che a Minneapolis e in altri stati USA, denuncia gli assassini compiuti dagli agenti ICE e lotta coraggiosamente a fianco dei diritti dei migranti. Siamo solidali e parteciperemo con chi protesta sabato 31 gennaio a Milano, contro la preannunciata presenza dei famigerati agenti ICE nel team della sicurezza degli atleti USA. Siamo solidali e parteciperemo con chi protesterà coraggiosamente nei giorni dell’inaugurazione olimpica, contro la falsa narrazione di Olimpiadi invernali tutto glamour e sostenibilità, ma che sono in realtà insostenibili Olimpiadi per i pochi a danno dello sport popolare.

Cosi dichiarano Matteo Prencipe, Segretario Regionale lombardo, e Nadia Rosa, Segretaria Provinciale milanese del Partito della Rifondazione Comunista.

martedì 27 gennaio 2026

Materiali utili per la campagna referendaria sulla giustizia

sono stati predisposti una serie di materiali di Partito per il NO al Referendum previsto il 22-23 marzo 2026.

 

In allegato trovate:

n. 1 file (pdf) per la stampa manifesto 70x100

n. 1 file per volantino “base” fronte e retro-colore

n. 1 file per volantino “base” fronte e retro-B/N

n. 1 file per volantino “base” fronte e retro-colore - con logo GC

n. 1 file per volantino “base” fronte e retro-B/N - con logo GC

n. 3 file di diverso tipo per articolare la comunicazione

Qui potete scaricare tutti i file: 


https://drive.google.com/drive/folders/1NspPypTNHyJ7Ot1JBW0olt2xUzqffSss?usp=sharing

CASAPOUND ALLA CAMERA È UN FATTO GRAVISSIMO. SCIOGLIERE LE ORGANIZZAZIONI NEOFASCISTE, APPLICARE LA COSTITUZIONE

 RIFONDAZIONE COMUNISTA: "CASAPOUND ALLA CAMERA È UN FATTO GRAVISSIMO. SCIOGLIERE LE ORGANIZZAZIONI NEOFASCISTE, APPLICARE LA COSTITUZIONE"

"La notizia della concessione di una sala a Roma presso la Camera dei Deputati a CasaPound per un convegno sulla cosiddetta “remigrazione” rappresenta un fatto gravissimo e inaccettabile, che segna un ulteriore salto di qualità nel processo di normalizzazione del neofascismo nel nostro Paese.
CasaPound non è un soggetto politico “come gli altri”, ma un’organizzazione che si richiama esplicitamente al fascismo e che pratica da anni un’attività politica fondata sull’odio, sul razzismo, sulla discriminazione e sulla negazione dei diritti fondamentali. Consentire a questi soggetti di utilizzare le istituzioni della Repubblica come tribuna politica è un’offesa per la nostra Costituzione, per la memoria antifascista della città di  Roma e soprattutto  un pericoloso precedente democratico.
Il concetto di “remigrazione”, rilanciato da CasaPound, non è una proposta neutra di politica migratoria, ma una teoria razzista e autoritaria, che punta all’espulsione di massa di persone in base all’origine e al colore della pelle, in aperto contrasto con i principi costituzionali, con i diritti umani e con l’articolo 3 della Costituzione.
Rifondazione Comunista denuncia con forza la responsabilità politica delle destre e di chi, anche in Parlamento, offre copertura istituzionale a queste iniziative. Non si può continuare a invocare la libertà di espressione per legittimare chi nega la democrazia e si richiama a un’ideologia che la nostra Carta fondamentale vieta esplicitamente.
Da tempo sosteniamo che le organizzazioni che si richiamano al fascismo devono essere sciolte, come previsto dalla XII disposizione  della Costituzione e dalle leggi Scelba e Mancino. Non servono ambiguità né silenzi, ma una scelta chiara di campo.
In prossimità del 27 gennaio, Giorno della Memoria, dobbiamo  impedire con tutte le forze che il fascismo torni ad avere cittadinanza politica e istituzionale, sotto qualunque forma e con qualunque nome. Le istituzioni della Repubblica devono essere presidio di democrazia, diritti e uguaglianza, non palcoscenico per l’odio e la regressione autoritaria".

Maurizio Acerbo, Segretario nazionale Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea

Rita Scapinelli  responsabile nazionale Antifascismo, Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea

venerdì 16 gennaio 2026

UN PRESIDIO CULTURALE ANTIFASCISTA

 

Il Partito delle Rifondazione Comunista esprime apprezzamento per la scelta della casa editrice People di Busto Arsizio per avere deciso di indire un “presidio culturale antifascista” aprendo la loro redazione il pomeriggio di sabato 17 ai cittadini. 
Il presidio consisterà in un confronto tra gli stessi cittadini, l'editore e autore Stefano Catone, gli scrittori Enzo Laforgia e Jacopo Di Miceli, che di fascismo hanno scritto. 
L'iniziativa nasce a seguito della decisione di Comunità Giovanile di Busto di ospitare ad una loro iniziativa, lo stesso sabato, la casa editrice Passaggio al Bosco, dichiaratamente neofascista, la cui presenza alla fiera dell'editoria indipendente di Roma aveva aperto un acceso dibattito e fatto sorgere numerose contestazioni.

Il PRC assolutamente convinto della necessità di continuare a difendere e diffondere il valore dell'antifascismo sia sul piano politico, sia sia su quello culturale, non può che riconoscere la grandissima importanza di quanto, sia attraverso questa iniziativa, sia attraverso la sua attività editoriale, People stia facendo. 
Convinti che al fascismo non si debba dare spazio e la cultura debba essere un costante presidio contro il suo tentativo di imporsi, riconosciamo pertanto anche il valore dell'adesione a tale iniziativa data da ANPI, dal Circolo Quarto Stato di Cardano, Il Quadrifoglio di Busto ed il Comitato Antifascista di Busto.

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA - FEDERAZIONE DI VARESE


domenica 11 gennaio 2026

NO ALL' AGGRESSIONE DI TRUMP AL VENEZUELA


Condanniamo fermamente il bombardamento del Venezuela e il rapimento del suo presidente da parte degli Stati Uniti.

L’aggressione militare voluta da Trump è un crimine, l’ennesima violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite, che ha come unico obiettivo le risorse petrolifere di quel paese.

E’ stato dichiarato in maniera ipocrita che si tratta di una operazione compiuta per ristabilire la democrazia e il rispetto dei diritti umani in Venezuela, e contro il narcotraffico; ma è’ assolutamente falso: ricordiamo infatti che il presidente USA Trump, che ha ordinato questa operazione, è lo stesso presidente che sostiene politicamente il primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu, verso cui la Corte Penale Internazionale ha emesso un mandato di cattura per crimini di guerra e crimini contro l’umanità per il genocidio in corso in Palestina; è lo stesso presidente che sostiene politicamente il principe saudita Bin Salman, che guida insieme al padre un governo autoritario che reprime i dissidenti politici attraverso metodi che includono l'incarcerazione e la tortura, ed è accusato in un rapporto ONU del 2019 di essere il mandante dell’omicidio del giornalista Jamal Khashoggi; ed è lo stesso presidente che nel dicembre 2025 ha graziato Juan Orlando Hernández, ex presidente dell’Honduras, condannato a 45 anni di carcere da un tribunale federale statunitense per traffico di cocaina e corruzione nei confronti del cartello di El Chapo.

In realtà si tratta di una aggressione imperialista volta al saccheggio delle risorse (petrolio soprattutto) di un altro paese, come confermato pubblicamente dal governo statunitense dall’intenzione di fare gestire le risorse petrolifere venezuelane dalle major americane; in questo caso non si può escludere che una forza militare di invasione possa cercare di prendere il controllo dei pozzi e delle infrastrutture petrolifere nelle zone di maggior produzione, non avendo la possibilità di occupare militarmente l’intero paese come successo in Iraq.

In questa ottica è sconcertante anche il servilismo del governo italiano e delle istituzioni europee che non considerano la gravità delle azioni compiute dagli USA: ci piacerebbe sapere che differenza trovano tra quanto accade in Ucraina e quanto accade in Venezuela, perché non chiedono che come la Russia anche gli USA siano esclusi dalle competizioni sportive internazionali, perché non chiedono che come Putin anche Trump compaia alla sbarra degli imputati della Corte Penale Internazionale.

Noi saremo sempre dalla parte giusta della storia, al fianco del popolo venezuelano e di tutti i popoli che in Sud America e nel mondo sono un esempio di dignità e resistenza contro il dominio e lo sfruttamento da parte dei più forti; sosteniamo la giustizia e il diritto internazionale contro l’arroganza e la violenza di chi adotta invece la “legge della giungla” e la “legge del più forte”.


Partito della Rifondazione Comunista – Federazione di Varese

Associazione Il Quadrifoglio di Busto Arsizio

Comitato Antifascista di Busto Arsizio